No alle campane anti-valanga ai Prati Parte una petizione

22 Maggio 2018

Iniziativa della guida alpina Iannetti: «Inutili e impattanti» Progetto da 2 milioni per mettere 12 grossi tubi di metallo  

PIETRACAMELA. Lanciata ieri una raccolta di firme contro il progetto di messa in sicurezza dei Prati di Tivo. L’iniziativa è di Pasquale Iannetti, guida alpina e presidente dell’associazione Teknoalp e riguarda l’installazione, che potrebbe iniziare a giorni, di 12 “O’ Bellx”sulla parete Nord di Corno Piccolo. Il sistema prevede l'installazione, a duemila metri di quota, di 12 tralicci alti circa 5 metri che sosterrebbero 12 campane (alte 2,60 metri) contenenti le strumentazioni per il distacco artificiale delle valanghe.
La petizione è rivolta al ministro dell’Ambiente e al presidente della Regione Abruzzo. «La Gran Sasso Teramano ha ricevuto due milioni dalla Regione e li vuole utilizzare per mettere in sicurezza il bacino sciistico di Prati di Tivo che è da sempre interessato dal fenomeno delle valanghe», spiega Iannetti, «noi diciamo “no” a questo ennesimo sperpero di denaro pubblico per i Prati di Tivo. La messa in sicurezza del bacino sciistico non si attua distruggendo la parete Nord del Corno Piccolo. Questo progetto è fortemente impattante, inutile e dannoso: potrebbe mettere a rischio i vari immobili situati a valle».
La guida alpina ricorda che l’Ente Parco Gran Sasso-Laga ha già autorizzato la realizzazione dell’opera. Però fa notare al presidente del Parco, Tommaso Navarra, che questo intervento violerebbe la legge quadro sulle aree protette. «Nei Parchi sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat», sottolinea Iannetti.
«L'esempio di gestione debole di un'area protetta nazionale è rappresentato dalla volontà già espressa dall'Ente Parco di autorizzare l’installazione delle strutture in metallo sulla parete Nord del Corno Piccolo ignorando che il progetto è in netto contratto con quanto stabilito dalla Carta della Natura. Vi chiediamo e ci chiediamo: ma tutto questo ha senso? Le classi dirigenti della Regione, dell'Ente Parco, delle Province e dei Comuni hanno dimostrato ancora una volta superficialità e incompetenza a gestire scientificamente i territori montani e a salvaguardare l’integrità del nostro territorio. Per questo chiediamo al presidente della Regione di non concedere i nulla osta alla realizzazione dell’opera. Al ministro dell’Ambiente chiediamo che venga rimosso il presidente del Parco Navarra», conclude Iannetti che propone in alternativa agli “O’Bellx” sistemi naturali come una sorta di barriere in pietra ricoperte di terra e poi di erba. La raccolta di firme, oltre che on line (su avaaz.org) va avanti con banchetti. Il primo si terrà oggi dalle 10 alle 13 sotto ai portici di corso San Giorgio, poi venerdì dalle 18 alle 20 nella sala polifunzionale della Provincia e sabato all'Aquila (ore 18-20) nella sede Cai in via Sassa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.