Non dovranno pagare l’Imu 549 proprietari di terreni

La giunta approva la variazione al Prg che consente la retrocessione delle aree edificabili Sindaco e assessore: «Così si tutelano territorio e cittadini. Decisiva la legge regionale del 2020»
TERAMO. Dopo otto anni si sbloccano le procedure relative alla retrocessione dei terreni edificabili: la variazione al piano regolatore, approvata in giunta e pronta ad approdare entro aprile in consiglio comunale, consentirà a 549 teramani di “liberarsi” del fardello dell’Imu. Rinunciando infatti alla possibilità di costruire su un terreno, i proprietari non hanno più il dovere di versare l'imposta. Ieri mattina il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore Stefania Di Padova hanno illustrato numeri e vantaggi dell'iter ormai giunto agli sgoccioli: «Si tratta di centinaia di terreni che non vedranno azioni di cementificazione. E, inoltre, si tratta di terreni che fino ad ora erano un costo per i cittadini, ora diventano un valore», ha spiegato l'assessore, sottolineando come a fronte di 549 domande di retrocessione accolte ci siano state circa cento richieste di edificare.
Fra gli aspetti evidenziati dagli amministratori in conferenza stampa c'è anche quello della tutela del territorio e del suolo, di certo favorito in questo momento storico anche dai bonus per la ristrutturazione: «Negli ultimi anni molte cose sono cambiate: da una parte la crisi economica, dall'altra gli incentivi, si sta insistendo più sul ristrutturare l'esistente che nell'edificare nuovi immobili», ha aggiunto Di Padova, «in tutto ciò si è inserita l'urgenza di procedere con la variazione del Prg per favorire le retrocessioni. La procedura si era aperta nel 2014 con una delibera che aveva all’interno, oltre alle retrocessioni dei terreni, anche le nuove attribuzioni ma non era supportata da un iter burocratico semplice, come invece oggi avviene grazie a una legge regionale del 2020. Una legge che ha semplificato la modifica del Prg e che ora, grazie alla delibera di giunta che dà esplicito mandato, permette di staccare i procedimenti di retrocessione da quelli di ri-attribuzione».
Ma i toni entusiastici degli amministratori per lo sblocco dell’annosa situazione vengono criticati dal consigliere comunale di Forza Italia Mario Cozzi che proprio nel 2014 era in giunta ed oggi parla di addirittura di «quattro anni di immobilismo sul tema da parte dell'amministrazione D'Alberto, che aveva già tutto pronto e avrebbe ben potuto muoversi prima: invece si sveglia ora, e lo fa inoltre elogiando una legge regionale che la parte politica che questa amministrazione rappresenta aveva persino osteggiato e impugnato. Credo si debba essere onesti e riflettere sull’opportunità di toni trionfalistici. Tutte le valutazioni tecniche sulle richieste di retrocessione erano stata già fatte dalla nostra amministrazione, ma su questo si tace. Perciò parlo di addirittura di ritardo nella risoluzione della questione», conclude Cozzi.
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