Non paga gli alimenti per i figli: assolta per la crisi economica

5 Ottobre 2022

La donna è finita in cassa integrazione e per due mesi non ha potuto versare la propria parte Il giudice: «Ha comunicato la difficoltà in cui si trovava e in passato ha sempre saldato, non c’è reato» 

TERAMO. Il pagamento dell’assegno di mantenimento dei figli tra coniugi separati è argomento di svariati pronunciamenti della Cassazione che in più occasioni ha stabilito un principio fondamentale: la violazione dell’obbligo è un reato con tutte le conseguenze che ne derivano.
Ma le crisi economiche impongono cambiamenti, anche nelle aule di tribunale. E la cronaca non può che partire da qui per raccontare la sentenza con cui una mamma teramana è stata assolta con la motivazione del fatto non costituisce reato dall’obbligo di essersi sottratta al versamento degli alimenti (300 euro al mese) per i due figli affidati al padre. Per due mesi non ha potuto pagare perché è stata messa in cassa integrazione a zero ore e quindi senza possibilità di poter saldare. Di questa condizione economica mutata aveva avvertito l’ex coniuge e appena la cassa integrazione è finita ha provveduto a pagare.
Così scrive nelle motivazioni della sentenza il giudice monocratico di tribunale Belinda Pignotti: «Le emergenze processuali non consentono di poter affermare la penale responsabilità della prevenuta. A parere del giudicante è vero che la prevenuta ha ritardato il pagamento di due mensilità e della rata di mutuo. È pur vero, però, che la circostanza secondo cui la stessa, prima di rendersi inadempiente comunicava la propria difficoltà economica assicurando che avrebbe poi provveduto a sanare ogni morosità (circostanza poi verificatasi), unita al fatto che in tutti questi anni è sempre stato pagato il mantenimento e le due mensilità arretrate hanno rappresentato un fatto episodico, pone in senso favorevole la prova in ordine al difetto dell’elemento psicologico del reato».
A denunciare la donna, una teramana, era stato l’ex marito e dopo la denuncia era scattato il processo. Nel corso del dibattimento si è parlato anche di spese straordinario con la donna che, ha scritto il giudice, «ha sempre provveduto a rifondere la spesa per i libri, gli occhiali e lo scuolabus». Così commenta l’avvocato Tommaso Navarra che assiste la donna: «Si tratta di un caso, purtroppo non infrequente. La crisi economica attuale può determinare ritardi nel pagamento dei contributi di mantenimento, nel caso di specie è intervenuta la messa in cassa integrazione a zero ore, senza che ciò determini in automatico una responsabilità penale. Inoltre appare chiaro che le spese straordinarie, tanto più in questi momenti di difficoltà economica, devono essere concordate con il genitore meno abbiente».
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