Non si trovano medici: abolito il servizio di guardia turistica

6 Luglio 2022

Ad assistere chi è in vacanza sulla costa saranno i dottori di medicina generale. La Asl spiega perché: «Soluzione inevitabile, nessuno ha risposto agli avvisi. Sarebbero servite almeno otto figure»

TERAMO. Saranno i medici di famiglia a svolgere il servizio di guardia medica turistica sulla costa teramana nell’estate appena iniziata. L’assistenza sanitaria per i cittadini che vanno in vacanza in una delle “sette sorelle” del litorale non sarà più strutturata dalla Asl nelle sue sedi costiere di medicina territoriale, come avveniva fino all’anno scorso: il turista che avrà bisogno di un dottore dovrà contattare uno dei medici di base del comune dov’è in vacanza.
La soluzione alternativa si è resa necessaria a causa della mancanza di personale. Spiega Valerio Profeta, il dirigente della Asl di Teramo che si occupa dell’assistenza territoriale: «Non abbiamo trovato alcun medico disponibile a svolgere il servizio di guardia medica turistica e per attivarlo avremmo avuto bisogno di almeno otto medici. D’altra parte abbiamo difficoltà anche a trovare i medici per le guardie mediche ordinarie, nelle quali ogni mese ci sono tre-quattro turni che restano scoperti. Quanto alla guardia medica turistica, già l’anno scorso avevamo avuto delle difficoltà nel reperire il personale tanto che il servizio non era stato garantito su tutta la costa». Il ripiego sui medici di base è stato dunque inevitabile. «Abbiamo chiesto ai medici di medicina generale di rendersi disponibili», continua Profeta, «del resto il loro contratto prevede che possano assistere i turisti. E abbiamo spedito a tutti i sindaci interessati l’elenco dei medici che esercitano nei rispettivi comuni con gli orari degli ambulatori. Ai Comuni spetta informare i villeggianti che il servizio, quest’anno, è garantito in questo modo». Sui siti web di alcuni Comuni costieri, come Alba e Tortoreto, sono già stati pubblicati gli elenchi dei medici con relativi recapiti e orari di ambulatorio.
Il problema della carenza di medici, dunque, si allarga dagli ospedali – dove mancano in particolare anestesisti, cardiologi e medici di pronto soccorso – all’assistenza territoriale, aggravando una situazione già precaria. «Siamo all’osso», ammette Profeta, «facciamo di continuo avvisi sia a tempo determinato che indeterminato e non troviamo figure. Ed è una carenza che si registra in tutta Italia».
Sul taglio della guardia medica turistica si accende anche la polemica politica. In una nota del Pd firmata da Manola Di Pasquale, presidente regionale del partito, e Piergiorgio Possenti, segretario provinciale, si legge: «Lascia sgomenti l'ennesimo disservizio perpetrato dalla giunta Marsilio in materia di sanità. A farne le spese, i tanti turisti che hanno scelto di trascorrere l'estate lungo la costa. La Regione Abruzzo ha sdoganato un nuovo gioco al disservizio sanitario: la "caccia al medico condotto". In sostanza, in caso di emergenza sanitaria, il turista dovrá cercarsi il medico locale di turno, reperendone non solo gli orari di attività ma anche l'ambulatorio, con tutto quel corollario di disagi aggiuntivi per chi è in vacanza e chiaramente non conosce bene il luogo, non parla magari italiano o non dispone di mezzi per spostarsi agilmente tra il centro cittadino e le frazioni. Perché, lo ricordiamo al governatore romano, i medici di medicina generale hanno i propri ambulatori anche nelle frazioni: e come ce lo portiamo un turista a far curare il proprio figlio in vacanza? Il servizio in questione la Regione lo chiama "assistenza turistica". Noi lo chiamiamo "servizio anti-turistico" che rischia di generare alcune reazioni, come il precipitarsi nel primo pronto soccorso utile, ingolfando ulteriormente il sistema, e il ripensare le vacanze estive in famiglia l'anno prossimo... lontano dall'Abruzzo. Siamo sicuri», si chiede il Pd, «di potercelo permettere?».
(Ha collaborato
Alex De Palo)
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