«Notti insonni ad Atri centro per la musica ad alto volume»

8 Agosto 2017

ATRI. “Inquinamento acustico e... notti insonni. Occorrono regole per il bene di tutti”. È così intitolata la e-mail inviata al Centro da Carla Anello, che si definisce «abitante di uno dei centri...

ATRI. “Inquinamento acustico e... notti insonni. Occorrono regole per il bene di tutti”. È così intitolata la e-mail inviata al Centro da Carla Anello, che si definisce «abitante di uno dei centri storici più belli d’Italia». Ovvero, quello di Atri.
«È la terza notte», scrive la cittadina, «che dopo il concerto di blues terminato all’incirca verso l’una ne inizia subito un altro ai piedi della chiesa di San Francesco per finire oltre le tre del mattino. Sinceramente sono stanca di passare le nottate con finestre e porte sbarrate a temperatura di quaranta gradi per cercare di dormire. Oramai il centro storico di Atri è diventato invivibile, tutti possono permettersi di tutto senza nessuna regola e senza nessun rispetto per le persone che vi abitano. Il centro storico non è solo abitato da vecchi rimbambiti rincitrulliti e rincoglioniti (che per altro avrebbero il sacrosanto diritto di riposare), ma anche da persone che il mattino devono recarsi al lavoro. Tutto questo passa inosservato a chi dovrebbe vigilare, dare delle regole, preservare i monumenti storici dall’inquinamento acustico dovuto all’altissimo volume della musica (il volume è così alto che vibrano vetri e balconi in case già lesionate dal terremoto). Ci aspettano ancora serate di musica e karaoke. E poi dicono che Atri è morta…… Più viva di così!».