Nozze gay, la chiesa ecumenica unisce in matrimonio due donne

Alba Adriatica, il rito religioso fra le ragazze di Pescara è stato celebrato domenica scorsa dal vescovo Gianni Di Marco, lo stesso che sposò Bruno e Orlando la storica coppia omosessuale
ALBA ADRIATICA. Unite in matrimonio dopo anni di convivenza. La chiesa ecumenica ha reso felici due giovani donne che si sono promesse fedeltà e amore per sempre.
Dopo un periodo di convivenza, Isabella e Maria Rita, coppia gay di Pescara, si sono sposate secondo una cerimonia tradizionale, con tanto di testimoni di nozze e fedi. Non mancava nulla, come nelle cerimonie nuziali classiche, quella fra uomo e donna. La piccola chiesa ecumenica albense era abbellita da addobbi floreali, il profumo di incenso rendeva sacralità al momento al pari della musica ecclesiale. Non sono mancati i confetti arcobaleno, chierichetti e paggetti ad accompagnare all’altare le due giovanissime pescaresi su cui sono piovuti petali di rosa come segno benaugurale. Alla fine, applausi per il bacio fra le due novelle spose. L’evento si è svolto domenica nella piccola cappella della Chiesa Cattolica Ecumenica di Alba Adriatica dove le ragazze hanno deciso di convolare a nozze. A celebrare il rito, il vescovo della Chiesa cattolica ecumenica d’Italia, Gianni Di Marco.
La chiesa di don Gianni è diventata punto di riferimento delle coppie omosessuali che chiedono il riconoscimento del diritto ad essere felici ed unite, superando pregiudizi e tabù. Tutto questo, nel solco della tradizione che la chiesa ecumenica professa da tempo come chiesa protestante, mantenendo l’autonomia dalla chiesa romana. Fu proprio don Gianni Di Marco a consacrare per sempre la coppia gay più longeva d’Italia che lo scorso gennaio si unì in matrimonio. Bruno Di Febbo e Orlando Dello Russo di Pineto vennero festeggiati da parenti ed amici, da esponenti della politica locale e dai rappresentanti del mondo lgbt.
Il matrimonio celebrato fra le due giovani pescaresi che hanno potuto così coronare il loro sogno di amore indissolubile non avrà valore secondo il diritto canonico né civile. Un diritto su cui il mondo lgbt lotta insieme ad una buona parte della politica (specie di sinistra) bipartisan per il riconoscimento dei diritti civili al pari delle coppie etero su cui l’Italia è ancora lontana rispetto ad altri Paesi.
La polemica sollevata dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha chiesto ai prefetti di cancellare tutte le iscrizioni nel registro civile tenuto dai Comuni non è ancora sopita e anche su questo aveva preso posizione il vescovo Di Marco. Nel Teramano, Bellante risulta essere l’unico Comune a tenere aperto il registro delle unioni civili. Il sindaco, Mario Di Pietro, si era opposto al diktat di Alfano. Chissà, magari le novelle spose potrebbero proprio iscriversi a Bellante che, ad oggi, nonostante abbia istituito il registro da molto tempo non ha ancora effettuato alcuna trascrizione di coppie dello stesso sesso.
Alex De Palo
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