Nucleo industriale deserto fra buche e spazzatura

ATRI. Il nucleo industriale di Atri ridotto ad una selva. Dopo anni di mancata manutenzione delle strade, gli asfalti appaiono sempre più spaccati dal sole, negli spazi ormai deserti cominciano a...
ATRI. Il nucleo industriale di Atri ridotto ad una selva. Dopo anni di mancata manutenzione delle strade, gli asfalti appaiono sempre più spaccati dal sole, negli spazi ormai deserti cominciano a crescere arbusti e vegetazione spontanea. Nel piazzale antistante le storica ditta “Antonelli Marmi” le buche sono profonde oltre 20 centimetri ed è difficile transitare alla guida di auto o camion.
I marciapiedi sono nella completa incuria, oramai da queste parti non passeggia più nessuno. Le commesse alle aziende ed il rumore dell’andirivienti di automezzi, corrieri, e dipendenti che entrano ed escono dalle ditte sono un ricordo molto lontano. Nei piazzali del nucleo industriale di Piane Sant’Andrea ci si viene solo a scaricare di nascosto immondizia ed addirittura calcinacci .Poi ancora vecchi materassi, elettrodomestici, pneumatici. Ci sono discariche a cielo aperto ad ogni angolo.
Della rivalutazione del nucleo atriano, sempre più svuotato di aziende e da investimenti se ne è parlato in un recente convegno organizzato dal Comune di Atri in sinergia con la Confindustria Teramo. Si è discusso della necessità di una riqualificazione delle aree, per attrarre nuove imprese e nuovi investitori. Promotrice dell’incontro è stata l’assessore alle attività produttive di Atri Alessandra Giuliani, che ha sottoposto ai vertici dell’Arap (Azienda regionale attività produttive) che gestisce i vari nuclei industriali del Teramano, la rivalutazione proprio del polo di Piane Sant'Andrea, che negli ultimi anni ha visto un impoverimento di aziende con annesse problematiche legate alla percorribilità delle arterie stradali.
La scorsa settimana scadevano i termini per inoltrare alla Regione Abruzzo i progetti di ripresa stilati con la Confindustria Teramo che verranno poi inoltrati al Governo affinchè con fondi interni si provveda ad attrarre mercati esteri e a fare opere anche per ottenere la banda larga . ( d.f.)
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