«Nulla da festeggiare»: il Sappe diserta le celebrazioni in carcere

22 Settembre 2017

TERAMO. «Non c’è nulla da festeggiare» dice il segretario provinciale del Sappe Giuseppe Pallini nell’annunciare che oggi nessuna delegazione del sindacato parteciperà alla celebrazione per il...

TERAMO. «Non c’è nulla da festeggiare» dice il segretario provinciale del Sappe Giuseppe Pallini nell’annunciare che oggi nessuna delegazione del sindacato parteciperà alla celebrazione per il bicentenario della fondazione della polizia penitenziaria in programma a Castrogno.
Perchè se le carceri sono ormai al collasso causa sovraffollamento, gli agenti di polizia penitenziaria da anni fanno i conti con organici allo stremo, decine di giorni di ferie mai fatti, personale sfiancato da turni diventati massacranti proprio per la carenza da personale. Una difficile realtà che qualche giorno fa ha visto gli agenti manifestare a Roma davanti al Parlamento per esprimere disagio e rabbia.
E Pallini, in una nota, polemizza con il sottosegretario alla giustizia con delega alla polizia penitenziaria Federica Chiavaroli. «Con le nuove 887 assunzioni», dice, «non coprirà neanche il 10 per cento del personale mancante e sotto la sua gestione nulla di concreto è stato fatto per migliorare le condizioni lavorative ed economiche degli uomini e delle donne della polizia penitenziaria, così come a nulla è servito il tanto decantato provvedimento del riordino delle carriere pensato per riordinare e sanare una volta per tutte le varie sperequazioni esistenti tra tutte le forze di polizia». Il segretario del Sappe che, sottolinea, «solo per rispetto istituzionale si asterrà da ogni forma di protesta nella giornata di oggi», torna ad elencare tutta una serie di richieste che ormai da tempo restano senza risposte. Dice Pallini: «Lo ripetiamo da anni ma nessuno sembra ascoltarci. Nelle carceri servono adeguati strumenti per garantire l’incolumità dei poliziotti penitenziari in considerazione dell’aumento di aggressioni, colluttazioni e ferimenti tra le sbarre. Serve un adeguato piano di nuove assunzioni di agenti visto che sono 8mila le unità necessarie; serve un adeguamento delle risorse per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da quasi dieci anni ed è urgente il ripristino di corrette relazioni sindacali in sede centrale e in tutti gli istituti penitenziari del Paese. In sintesi una maggiore attenzione a quelli che sono i problemi di una categoria che per troppo tempo è stata abbandonata. Oggi la misura è colma».(d.p.)
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