Numeri in netto miglioramento E arrivano altri 22 posti letto

18 Aprile 2020

Lunedì apre la struttura di Giulianova destinata ai malati che possono essere dimessi dagli ospedali Trovato un albergo disposto a ospitare chi ha il virus ma sta bene in modo da tutelare i familiari

TERAMO. I numeri continuano a dire che l’epidemia da Covid-19, in provincia di Teramo, è in evidente arretramento. Ieri al conto totale dei positivi – arrivato a 615 – se ne sono aggiunti solo quattro (su 450 tamponi effettuati) e da lunedì scorso a ieri i nuovi positivi sono stati meno di venti a fronte di circa duemila tamponi. I ricoverati, secondo dati aggiornati a ieri mattina, sono 69 (14 a Teramo e 55 ad Atri), dei quali solo nove in terapia intensiva. Di questi ricoverati, peraltro, 14 sono arrivati da fuori provincia. Si sono purtroppo registrati altri due morti, uno dei quali – un 86enne di Cellino Attanasio che era ricoverato ad Atri – con certezza positivo al Covid, mentre l’altro – un 81enne di Teramo che era ricoverato al Mazzini – per ora è da ritenere solo un sospetto Covid.
D’ALBERTO. Ad oggi i casi di pazienti positivi nel territorio del comune di Teramo sono 122, con gli ultimi due casi comunicati dalla Asl nella giornata di giovedì. A fare il punto della situazione sul piano sanitario è stato ieri il sindaco Gianguido D'Alberto, che ha sottolineato come da una prima analisi l'80 per cento dei casi registrati a Teramo sia riconducibile a operatori sanitari, pazienti dell'ospedale e loro familiari. «Vuol dire che il numero di casi positivi si sta sviluppando soprattutto all'interno di gruppi familiari dove sono già presenti positivi», sottolinea il primo cittadino, «e lì dobbiamo fare un'azione d’intervento perché ci sono tante situazioni familiari dove con ritardo vengono effettuati i tamponi. Quindi nella definizione della strategia che si sta mettendo in campo, dove ci sono aspetti positivi come i test nelle case di riposo, che in altre realtà sono diventate un focolaio devastante, questo è un aspetto importante». Ed è proprio l'adozione di una strategia che fotografi la situazione sul territorio la richiesta che il sindaco ha formulato alla Asl, anche per valutare se i numeri degli ultimi giorni, che vedono una diminuzione di casi sul territorio teramano, in controtendenza con quanto accaduto fino ad oggi e soprattutto rispetto ai dati di Pescara e Chieti, possano essere considerati un'inversione di rotta o meno.
NUOVE STRUTTURE. I vertici della Asl certamente non gradiscono le continue punzecchiature di D’Alberto, ma al momento preferiscono tacere. È possibile che, se il trend positivo registrato in provincia si consoliderà, il direttore generale facente funzione Maurizio Di Giosia terrà a giorni una conferenza stampa per togliersi più di un sassolino dalle scarpe. Intanto l’azienda continua a recuperare il terreno perduto nelle prime, difficili settimane di guerra al Covid. È ufficiale che lunedì aprirà il terzo presidio Covid della provincia, ovvero la Rsa di Bivio Bellocchio a Giulianova che, destinata a ospitare un centro per i malati di Alzheimer (mai di fatto attivato), è stata riconvertita in una struttura di degenza per malati Covid in via di guarigione appena dimessi dagli ospedali ma non ancora in grado di tornare a casa. Avrà 22 posti letto e sarà gestita dal raggruppamento di cooperative già affidatario del servizio di gestione della Rsa, che fornirà infermieri e altre figure non mediche. La Asl, inoltre, ha messo in cantiere un ampliamento del reparto di Malattie infettive del Mazzini utilizzando il piano al momento inutilizzato del terzo lotto e, insieme alla Protezione civile, sta reperendo alberghi nei quali alloggiare positivi al virus che stanno bene ma non possono stare in casa per non infettare i familiari. Un albergo è già stato trovato a San Nicolò, altri sono in via di reperimento.(Ha collaborato
Alessia Marconi)
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