Nuova rotonda, Corona accusa D’Alberto

4 Aprile 2019

«La sua amministrazione non ha controllato Rfi, anche per questo mancano opere per i pedoni»

TERAMO. «Nessun controllo». È un chiaro atto d’accusa quello che il consigliere di ‘Oltre’ Luca Corona rivolge all’amministrazione comunale sulle carenze riscontrate nell’allestimento della rotonda nell’area davanti al cimitero con cui vengono aggirati i passaggi a livello tra Cartecchio e Villa Pavone. Il rappresentante dell’opposizione punta il dito in particolare contro il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore al governo del territorio Stefania Di Padova rei, a suo dire, di essere stati troppo accondiscendenti nei confronti di Rfi, la società di gestione della rete ferroviaria che ha finanziato e realizzato l’intervento concluso una settimana fa. Il punto critico dell’opera, che comunque Corona definisce «straordinaria perché toglie Villa Pavone dall’isolamento causato dalla ferrovia che taglia fuori il quartiere dal resto della città», resta la carenza di marciapiedi e attraversamenti pedonali che colleghino la viabilità interna dalla statale. Il progetto prevede un solo sottopasso, peraltro ancora da realizzare, nella zona a valle della rotatoria. Nulla invece è contemplato dalla parte opposta, quella a ridosso di Cartecchio.
D’Alberto ha richiamato le responsabilità della passata amministrazione che ha dato il via libera all’intervento, ma per Corona non può cavarsela così. «Il progetto definitivo è stato approvato in consiglio il 20 ottobre del 2015 anche con il suo voto favorevole», fa notare il consigliere, «e in quell’occasione non ha detto nulla sulla salvaguardia dei pedoni». Il consigliere ammette le responsabilità della passata amministrazione, sostenuta anche da lui, nella definizione di un intervento che ha mostrato carenze, ma bacchetta quella attuale. «La giunta in carica ha approvato la variante progettuale della bretella da Villa Pavone alla nuova rotonda», spiega, «senza i marciapiedi in via Pirelli di raccordo tra i tratti già esistenti». L’attuale amministrazione avrebbe dovuto anche insistere sull’apertura contestuale della rotatoria e del sottopasso pedonale previsto nel progetto. «Doveva negare l’autorizzazione a Rfi finché l’opera non fosse stata completa», dice Corona, che ricorda di essere stato, da presidente del comitato di quartiere, il primo promotore di misure per alleggerire la viabilità nella zona dove si trovano anche diverse aziende artigiane, e conclude: «I pedoni per raggiungere la fermata del bus lungo la statale ora devono fare un percorso di due chilometri».(g.d.m.)
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