Nuova scuola media, approvata la demolizione dell’ala di via Saffi

15 Dicembre 2021

La giunta dà il via libera al progetto esecutivo del terzo stralcio della ricostruzione dell’edificio Nel frattempo si cerca anche di riconquistare il finanziamento ministeriale perso da due milioni

ALBA ADRIATICA. Il finanziamento per la ricostruzione della scuola “Enrico Fermi” al momento, è sfumato, ma la speranza di riottenerlo no. Il Comune di Alba Adriatica, che alcune settimane fa aveva ricevuto comunicazione della perdita del fondo ministeriale da due milioni di euro per la nuova scuola media, nel frattempo va avanti e approva il progetto esecutivo del terzo stralcio dell’opera, che prevede la demolizione e la ricostruzione dell'ala di via Saffi. Può farlo grazie ai quattro milioni e 650mila euro ottenuti con il mutuo acceso con la Cassa depositi e prestiti.
La nuova scuola, in parte, è stata realizzata – con l’abbattimento e la ricostruzione dell’ala di via Duca d’Aosta – ma non ancora conclusa. Nel 2021 era prevista, appunto, anche la demolizione e la ricostruzione dell’ala in funzione di via Saffi per un importo complessivo di due milioni e 550mila euro. L’ente auspicava di ottenere il finanziamento ministeriale che, però, è sfumato perché il Comune non ha fatto in tempo a far partire l’opera: colpa del lungo contenzioso legale sui lavori per la nuova ala di via Duca d’Aosta, che aveva fatto perdere un anno e mezzo di tempo. Il primo termine legato al finanziamento prevedeva infatti l’avvio dei lavori entro marzo 2020, obiettivo centrato per l’ala di via Duca d’Aosta ma non per quella di via Saffi, a cui erano legati i fondi ministeriali reperiti dall’ex amministrazione del sindaco Tonia Piccioni ed ereditati da Antonietta Casciotti.
Il Comune proverà a recuperare i fondi, motivando la richiesta sulla base del tempo perso per il contenzioso al Tar avviato dalle ditte escluse dalla gara, quindi non addebitabile alla negligenza dell’ente. L’amministrazione, insomma, dovrà tentare la carta romana oltre quella regionale per recuperare i due milioni. Nella malaugurata ipotesi che questo tentativo dovesse naufragare, l’opera potrà comunque andare avanti grazie al mutuo.
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