Nuova stazione, apertura entro tre anni

Il termine per la riconsegna dei lavori è giugno 2026. L’opera mira a riconnettere i quartieri Sacro Cuore e Gammarana
TERAMO. Giugno 2026: è il termine previsto per la consegna alla città di Teramo della nuova stazione ferroviaria. Un investimento da 23 milioni di euro che vedrà l'arretramento di 150 metri dei binari, il restyling del fabbricato viaggiatori, nuovi marciapiedi e pensiline, un collegamento (sia pedonale che veicolare) fra viale Crispi e la Gammarana, l’accesso alla stazione su entrambi i fronti urbani, la riqualificazione dell'area esterna.
IL PROGETTO
Il progetto è stato presentato ieri mattina al Parco della scienza in concomitanza con la firma dell'accordo fra il sindaco Gianguido D’Alberto e l'architetto Sara Venturoni, direttore stazioni di Rete Ferroviaria Italiana. Proprio la società si occuperà dell'intervento utilizzando i fondi messi a disposizione dal Pnrr e destinati alle stazioni dei treni del Sud Italia per complessivi 700 milioni. Un pacchetto di opere strategiche nel quale è stato inserito da Rfi anche il progetto di Teramo, che partiva da una buona base: vale a dire il protocollo siglato nel 2016 che delineava già obiettivi e linee programmatiche per una riqualificazione della stazione del capoluogo abruzzese. Da quell'indirizzo ci si è mossi per strutturare un progetto aderente alle indicazioni del Pnrr: la presenza di prerequisiti ha permesso di finanziare l'opera che farà conquistare alla città anche 1.500 metri quadrati di nuovo spazio pubblico. Infatti il progetto da un lato migliorerà i servizi offerti ai viaggiatori, soprattutto in termini di accessibilità alla stazione e ai binari, e dall'altro inciderà positivamente sulla vivibilità di una vasta area adiacente, con verde e spazi per la mobilità sostenibile. Saranno connessi i due quartieri oggi di fatto “tagliati” dai binari tramite la realizzazione di una nuova strada nello spazio compreso fra l'edificio della stazione e la rotondina di ponte San Ferdinando: l'arteria (che è stata pensata a senso unico ma a due corsie, e quindi potrebbe diventare a doppio senso) collegherà direttamente viale Crispi e via Aeroporto e, secondo i tecnici di Rfi, questa soluzione permetterà di alleggerire il traffico che si crea a ridosso della scuola D'Alessandro. Accanto al fabbricato viaggiatori verrà inoltre realizzata una piazza, con spazi verdi e giochi per bambini, postazioni per biciclette e stalli auto per soste brevi. Attorno all'area di intervento verranno create e migliorate le corsie ciclabili mentre all'interno dell'edificio, che verrà anche rinforzato sismicamente pur conservando la sue caratteristiche architettoniche, nascerà una velostazione con 57 posti coperti per biciclette. Un servizio utile per chi prenderà il treno raggiungendo la stazione in bici. Il ristorante “Capolinea” che si trova dentro il fabbricato viaggiatori resterà lì dove è sempre stato, mentre verrà eliminata la piccola costruzione che ospita i servizi igienici. Questi, infatti, verranno collocati direttamente nella struttura esistente dove saranno presenti anche alcuni locali da destinare, tramite la gestione del Comune, a iniziative socio-culturali e di aggregazione. Dei 23 milioni di euro a disposizione per tutto il progetto, 16 saranno impiegati per la parte ferroviaria, 3 per il fabbricato viaggiatori e 4 per le aree esterne. I lavori partiranno a settembre 2024.
I COMMENTI
Il Comune, presente ieri anche col vice sindaco Giovanni Cavallari, e Rfi, che ha partecipato alla presentazione con lo staff di progettisti che si è occupato dello studio tecnico, hanno espresso soddisfazione per l'avvio di un percorso che consentirà di «realizzare una ricucitura e una rigenerazione urbana importante: tante amministrazioni hanno lavorato per arrivare a questo risultato, oggi con la sottoscrizione dell'intesa avviamo concretamente questo progetto per la città», ha detto D'Alberto. L'architetto Venturoni, che da teramana non ha celato la felicità per aver dato il suo contribuito a un progetto così significativo per la città, ha parlato di «opportunità colta, dopo anni di dialogo fra Comune e Rfi, grazie ai fondi del Pnrr», sottolineando l'importanza di un'opera «che coniuga l'arretramento dei binari, la mobilità sostenibile e il recupero di uno spazio pubblico di qualità che andrà a beneficio della comunità».
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