Nuovi orari di lavoro, stop alle operazioni non urgenti a Sant'Omero

5 Gennaio 2016

Ospedale Val Vibrata, a causa delle norme europee si è amplificata la carenza di anestesisti in ospedale. Dal nuovo anno bloccati tutti gli interventi programmati, si teme l’esodo in massa verso le Marche

SANT’OMERO. Pazienti da operare lasciati a casa fino a data da destinarsi. Come previsto, finite le feste, gli interventi programmati del blocco operatorio dell’ospedale di Sant’Omero restano fermi. Niente bisturi a chirurgia, ortopedia e ginecologia per i pazienti che, a partire dal giorno dopo le festività natalizie, erano in lista per essere operati.

Al “Val Vibrata” si rinviano le “sedute di elezione” e si prende tempo sperando che la direzione generale della Asl di Teramo possa disporre l’invio di anestesisti per fa funzionare le sale operatorie. La legge europea che dal 21 dicembre scorso “riforma” gli orari di lavoro del personale medico e non medico, a Sant’Omero ha prodotto lo stop agli interventi chirurgici programmati. Il motivo, come già detto, sta nell’impossibilità di superare il monte ore spettante a ciascun camice bianco, pena sanzioni pecuniarie al medico dirigente ed alla sua equipe qualora fossero sorpresi a svolgere ore extra senza rispettare il riposo che deve essere di almeno 11 ore fra un turno e un altro.

Il rigoroso rispetto del dettame europeo, da queste parti potrebbe rischiare di produrre l’effetto di incentivare l’esodo verso altre strutture sanitarie (specie nelle Marche che da sempre guarda con occhio benevolo l’arrivo dell’utenza abruzzese, come già accade con le prestazioni di diagnostica dispensate in regime di servizio sanitario nazionale) con inevitabile ulteriore aumento della mobilità passiva e dei relativi costi sostenuti dalla sanità abruzzese.

I numeri che finora hanno portato i tre reparti ad ottenere esaltanti risultati in termini di prestazioni (per numero e qualità) potrebbero non ripetersi nel prossimo futuro. Chirurgia generale ha sfiorato nel tempo, per ogni anno, i mille interventi (anche di rilievo medico), oltre settecento ortopedia (tra quelli protesici, artroscopici e vari) e diverse centinaia ne ha totalizzati anche ginecologia-ostetricia che viene considerata l’altra eccellenza se si ricomprendono, fra le prestazioni, anche i parti. Le urgenze continueranno ad essere garantite, è bene sottolinearlo. Significa, che chi passa dal pronto soccorso troverà i medici in camice verde pronti ad operare. Ma gli interventi programmati, per ora, non si fanno. I pazienti in lista di attesa stanno ricevendo chiamate di rinvio delle sedute operatorie mano a mano che si avvicina la data inizialmente indicata per ognuno di essi. Sono diverse decine gli utenti, a ortopedia e chirurgia, in attesa per il solo mese appena iniziato. L’unica via d’uscita dalla situazione di stallo resta l’assunzione di anestesisti per rimpolpare l’organico: due sono già arrivati, entro febbraio ne dovrebbero arrivare altri due. Ma sono pochi per le esigenze di tutta la Asl .

Alex De Palo

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