Nuovo distretto sanitario Il sindaco torna all’attacco

3 Marzo 2021

Di Girolamo ai vertici della Asl: «Capisco la pandemia, ma così non si va avanti» Il primo cittadino sollecita l’accordo di programma per sbloccare il progetto

ROSETO. «Capisco l'emergenza Covid, ma si deve riprendere al più presto il discorso sul nuovo distretto sanitario di base a Roseto. Non possiamo più aspettare». A sollecitare la Asl di Teramo è il sindaco Sabatino Di Girolamo che, dopo la firma del protocollo d'intesa avvenuta due anni fa, preme per l'accordo di programma che sbloccherebbe l’iter per la realizzazione del nuovo distretto sanitario di base in piazza Marco Polo, a Roseto sud.
Tutto è partito a febbraio 2019 quando c’è stata la firma dello schema di protocollo tra la Asl di Teramo e il Comune di Roseto per la realizzazione del nuovo distretto sanitario di base, ma la morte dell’ex manager Asl Roberto Fagnano e il posto vacante di direttore generale a Teramo per alcuni mesi ha bloccato tutto. E’ stato poi nominato direttore generale Maurizio Di Giosia, ma è arrivata l’emergenza Covid e il discorso sul nuovo distretto a Roseto non è mai stato ripreso. «Con l'emergenza Covid si è capito ancor di più l'importanza dei presidi territoriali», aggiunge il sindaco, «il Comune poi ha fatto tutto ciò che doveva fare. Il terreno c'è, i fondi governativi ci sono e ora tocca alla Asl. Tutti sappiamo delle criticità dell’attuale distretto in via Adriatica».
Sono diverse infatti le problematiche: gli ambulatori specialistici sono collocati nei seminterrati, in locali privi di aria e luce, non ci sono sale d’attesa e i pazienti sono costretti ad aspettare il loro turno nei corridoi. Oltre a ciò c’è un problema di barriere architettoniche e i parcheggi sono scarsi e posizionati in una strada molto trafficata come via Adriatica. La struttura, inoltre, è molto vecchia perché è nata intorno al 1950 per ospitare l’Onmi, l’organizzazione nazionale maternità e infanzia. Per il nuovo distretto c’è già una bozza di progetto, che fu presentata il 16 novembre 2018 in una conferenza stampa: il progetto prevede una struttura all’avanguardia, una sorta di mini-ospedale, con due edifici a due e a tre piani, su una superficie di 4.200 metri quadrati, che dovrebbero ospitare diagnostica, radiologia di base, ambulatori e anche una residenza per anziani, oltre a un parco verde e un’area parcheggio di 2.100 metri quadrati, al coperto, con pannelli fotovoltaici per dare energia alle strutture, per un costo di circa 4 milioni di euro.
Il nuovo distretto farebbe riferimento a una popolazione di circa 200mila persone, che comprende i territori della costa, della Vibrata e della vallata del Vomano, perché ha una posizione baricentrica rispetto al territorio che deve servire. È un progetto che però, vista l’emergenza Covid, rischia di rimanere sulla carta.
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