Nuovo ospedale Berardini e i comitati contro i vertici Asl

Il deputato critica il project financing e il veto su Villa Mosca «La battaglia andrà avanti, per noi privatizzano la sanità»
TERAMO. Nuovo ospedale probabilmente con il project financing e non nell’area del vecchio Mazzini. Questi propositi del direttore generale Asl Maurizio Di Giosia, esplicitati in una conferenza stampa venerdì, hanno suscitato le reazioni dell’onorevole grillino Fabio Berardini e di Antonio Topitti.
Nel primo caso Berardini insiste che si tratterebbe di privatizzare l’ospedale – affermazione smentita con decisione dal docente universitario Ivo Allegro in conferenza stampa – e svuotare ulteriormente la città di Teramo. «Sì, perché “project financing” per un nuovo ospedale significa consentire ad un privato di speculare sulla nostra sanità. Punto. Resto convinto che la costruzione di un nuovo ospedale si possa fare attraverso i fondi messi a disposizione dallo Stato con l’aggiunta di un mutuo, ad esempio con Cassa Depositi e Prestiti. La sanità deve restare pubblica! Ciò che ha riferito in conferenza stampa il direttore Di Giosia non ci convince. Si parla di trasparenza e condivisione quando, al contrario, si sta adottando una procedura di project financing che elimina totalmente proprio la trasparenza e la condivisione».
Sull’area del Mazzini non idonea per realizzare un nuovo ospedale il deputato cinque stelle ha pure da ridire. «Peccato che la Asl non abbia commissionato nessuno studio approfondito per verificare la qualità dell’area del Mazzini. Dal mio punto di vista è sbagliato inseguire solamente le proposte che arrivano da ditte che hanno come unico intento la speculazione. Al contrario, dovrebbe essere proprio la Asl a valutare la migliore area, con dati e precisi studi alla mano. Da qui, discendono una serie di interrogati: perché dovremmo togliere l’ospedale da Villa Mosca, un’area già pronta ed urbanizzata? Perché dovremmo costruire il nuovo ospedale in una nuova area priva di collegamenti e di altre opere di urbanizzazione così da causare un enorme aggravio di costi per rifare tutto da capo? Perché dovremmo abbandonare un’area in cui è già stato costruito un enorme parcheggio? Perché insistere sul Project financing quando non solo la Asl non è stata in grado di gestirlo per la costruzione del parcheggio del Mazzini ma, inoltre, la Corte dei Conti li ha bocciati per la costruzione di opere che non generano flussi di cassa come gli ospedali? Perché la Regione Abruzzo tace completamente su questa vicenda?», continua Berardini. Il deputato ricorda che il 5 agosto ha presentato istanza di accesso agli atti alla Asl ma ancora non ha ricevuto niente sulla proposta di project financing presentata. Annuncia poi che la lotta dei comitati di quartiere andrà avanti.
C’è poi anche l’intervento di Topitti, in qualità di cittadino, che ritiene Piano d’Accio «una zona insalubre, in prossimità di uno stadio, di un centro commerciale e di una facoltà universitaria, con molti metri quadri in meno a disposizione, con a servizio una cosiddetta superstrada priva di corsie di emergenza, sia più funzionale per l’utenza e tutta la collettività di riferimento». Topitti ritiene poi – anche se non è stato detto dai vertici Asl in conferenza stampa – che l’area di Villa Mosca sia ormai satura a causa del megaparcheggio: «Quando Villa Mosca si congestionava realizzando la bruttura incompleta del parcheggio congestionatore, demolendo collina e relativa vegetazione, lui (Di Giosia, ndr)dove era? Si opponeva oppure stava alla finestra a guardare?». Topitti pensa a organizzare una manifestazione in circonvallazione Ragusa sotto la sede della direzione Asl contro lo smantellamento del Mazzini: «Questi amministratori della sanità teramana con il loro operato dimostrano sempre più di essere oltre che nocivi anche pericolosi e vanno mandati a casa al più presto». (a.f.)
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