Nuovo ospedale, il sindaco vuole un consiglio insieme all’Aquila

D’Alberto critica duramente la Regione che non ha dato indicazioni certe sui presidi di secondo livello «Prima della localizzazione è questa la priorità: inviteremo l’assessore Verì e il ministro Speranza»
TERAMO. Nuovo ospedale: la battaglia deve essere innanzitutto per ottenerne uno di secondo livello. La discussione sulla sua localizzazione deve essere successiva. E’ il senso di una lunga nota del sindaco Gianguido D’Alberto che per far sì che la Regione prenda impegni precisi auspica una discussione comune con L’Aquila (con cui in teoria si dovrebbe dividere il Dea di secondo livello, che assicura un ospedale con più specialistiche).
La presa di posizione arriva a poche ore da quella di una consigliera comunale di maggioranza, Francesca Chiara Di Timoteo, che parla di localizzazione del nuovo ospedale: secondo lei deve restare «nella sua sede storica di Villa Mosca. Auspico quindi che si avvii una seria ed organica valutazione di fattibilità sull’esistente con interventi mirati alla sicurezza e all’efficienza delle funzioni». Il sindaco, comunque, assicura che il suo intervento non è scaturito dalla presa di posizione della consigliera.
«In questi mesi», osserva D’Alberto, «a più riprese abbiamo ribadito come la scelta sull’ubicazione del nuovo ospedale, necessariamente all’interno del nostro territorio comunale, fosse subordinata rispetto a una discussione più ampia e più alta, che interessasse la funzione e l’organizzazione del sistema sanitario sul nostro territorio. Perchè questa è, e resta, la vera decisione da prendere, l’unica domanda rimasta senza risposta, dopo oltre un anno dall’insediamento della giunta regionale: abbiamo sperato che l’assenza di dichiarazioni venisse colmata poi da scelte che venivano messe nero su bianco negli atti amministrativi. Siamo rimasti esterrefatti, quindi, nel leggere la superficialità con cui la giunta regionale ha affrontato nel piano sanitario regionale la questione teramana, il ridisegno della rete sanitaria e dei presidi ospedalieri: poche, scarne e vaghe parole, che lasciano trasparire tutta la superficialità e l’assenza di visione strategica e futura». D’Alberto peraltro nutre delle perplessità, anche geografiche, per l’abbinata con L’Aquila. E, osserva che «è venuto il momento di dismettere tali panni campanilistici e territoriali di bandiera e di dismettere la casacche di partito e di fazione, e finalmente scendere in campo a difesa del nostro territorio, della nostra salute e della nostra sanità». Il sindaco proporrà la convocazione di un consiglio comunale straordinario e congiunto con L’Aquila, cui far seguire una commissione speciale permanente intercomunale, alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, «affinché venga ad assumersi le proprie responsabilità, consentendo di analizzare a fondo la questione e trovare una soluzione consona. Dobbiamo insieme difendere l’asse territoriale maggiormente colpito dal terremoto, mettendo in campo azioni e strategie che favoriscano un reciproco e franco arricchimento, anziché arroccarci in rivendicazioni». Sarà invitato anche il ministro Roberto Speranza, a cui D’Alberto ha già telefonato e ha dato disponibilità a venire incontro alle necessità del territorio.
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