Nuovo ospedale, via alla progettazione

Parte l’elaborazione del piano per la struttura su 65mila metri quadri a Villa Mosca. Marsilio: «Costerà più di 200 milioni»
TERAMO . Al via la fase progettuale per la realizzazione del nuovo ospedale a Villa Mosca. L’annuncio è stato dato ieri mattina al Mazzini, in conferenza stampa, dal presidente della Regione Marco Marsilio, dall’assessora regionale alla Sanità Nicoletta Verì, dal direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia e dal presidente della commissione Sanità della Regione Paolo Gatti. Sciolti definitivamente i dubbi: niente ospedale a Piano d’Accio ma a Villa Mosca, come una petizione con diecimila firme e il consiglio comunale all’unanimità hanno chiesto. La nuova struttura (della quale è stato mostrato ai presenti un disegno di massima di come potrebbe essere) sorgerà al posto della pineta su un’area di circa 65mila metri quadrati antistante l’ex sanatorio, senza eliminare i lotti del Mazzini attualmente in uso. Per le cifre da investire nella realizzazione se ne saprà di più in base all’esito dello studio di fattibilità della Asl.
LA SCELTA DEFINITIVA
«Procediamo con un indirizzo finalmente chiaro», ha detto Marsilio, «sarà un ospedale di altissimo livello, tecnologicamente avanzato, sostenibile dal punto di vista economico, energetico e ambientale e in linea con le norme antisismiche. Abbiamo atteso tre anni che l’amministrazione comunale sciogliesse il nodo sulla localizzazione del nuovo ospedale e fornisse una risposta alla Asl, che nel frattempo lavorava su Piano d’Accio. È inaccettabile che il sindaco D’Alberto parli di ritardi da parte nostra. A essersi mosso in ritardo, invece, è stato proprio lui. Qualcuno a Teramo ha dormito, a differenza di quanto accaduto in altri comuni abruzzesi come Avezzano, Lanciano e Vasto. I fondi? Il progetto ci indicherà le somme necessarie, non credo che l’ospedale costerà più di 200 milioni di euro. Al momento il finanziamento è parziale e copre più della metà di questa cifra. Serve il progetto per reperire gli importi mancanti, le interlocuzioni con il ministero sono continue e costruttive. Sono ottimista. Se dovesse servire una quota di finanziamento regionale siamo nelle condizioni di poterlo fare e di accendere un mutuo».
I PASSAGGI DELL’ OPERA
Di Giosia ha aggiunto: «È un momento importante. Lavoreremo in tempi stretti per lo studio di fattibilità. Il mio mandato scadrà nel 2027, perciò l’obiettivo è di arrivare prima di quella data a poggiare la prima pietra». Gatti, invece, ha detto: «Il mio compito è di evitare che le procedure si incaglino come spesso accade in Italia. Serviranno anni, ma noi cercheremo di fare realizzare l’ospedale nel minor tempo possibile». Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore Verì. «È un giorno importante perché contestualizza tutto il lavoro svolto negli anni precedenti», ha tenuto a evidenziare nel corso della presentazione dell’intervento nella sala convgni del Mazzini, «la nuova struttura sanitaria avrà tutti i requisiti per essere un presidio ospedaliero con funzioni di secondo livello a servizio del territorio».
LA PROTESTA DI UTENTE
Prima dell'inizio della conferenza stampa c’è stato un fuoriprogramma. Un cittadino si è affacciato da una delle finestre del secondo lotto del Mazzini e ha urlato ai rappresentanti della Regione e della Asl di essere in attesa di un’ecografia da due anni. Al termine dell'incontro con i giornalisti Di Giosia ha avuto un colloquio con l’anziano e gli ha dato appuntamento a oggi, nel suo ufficio, per affrontare la problematica che lo riguarda.
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