Nuovo ospedale, è scontro tra i due poli

17 Febbraio 2022

Mariani: «La Regione accelera altrove e lascia indietro Teramo». Zennaro: «I fondi sono stati trovati»

TERAMO. Continua lo scontro politico sul nuovo ospedale di Teramo. «Prendo atto che per la realizzazione dei nuovi ospedali di Lanciano, Vasto e Sulmona Marsilio e la sua maggioranza hanno scelto di correre, andando subito a definire l’accordo di programma e scegliendo anche di inserire ulteriori 89 milioni di euro, mentre continuano a latitare, nonostante le ultime rassicurazioni arrivate nei giorni scorsi dalla “rediviva” assessore Nicoletta Verì, le decisioni sugli ospedali di Teramo e Penne»: così dichiara il capogruppo di “Abruzzo in Comune” in consiglio regionale Sandro Mariani, che aggiunge di sentirsi molto preoccupato perché «non si capisce dove si voglia andare a parare. Si continuano a sventolare da più parti le possibilità di contrarre mutui, piuttosto che altre formule, ma non si capisce bene, oltre alle risorse stanziate all’epoca dalla giunta D’Alfonso, cosa si voglia fare e quali fondi si vogliano impegnare, a differenza di quanto accaduto per Lanciano, Vasto e Sulmona dove i soldi sono usciti subito fuori e gli iter procedono, fortuna loro, spediti. La provincia di Teramo rischia, oramai non più solo a parole, ma anche nei fatti visti gli atti adottati, di rimanere indietro! Una provincia di serie B».
È subito arrivata, per il centrodestra, la replica del deputato teramano della Lega Antonio Zennaro. «Dopo anni di austerità finalmente si torna a investire sulla rete ospedaliera in Abruzzo e anche Teramo sarà oggetto di questi investimenti, frutto di fondi ministeriali, su cui l’assessore Verì ha già lavorato consolidando gran parte dell’istruttoria, per dare alla città di Teramo un nuovo ospedale, attraverso investimenti pubblici che rappresentano una linea di stanziamento aggiuntiva ai 320 milioni di euro già stanziati per la realizzazione dei nuovi presidi ospedalieri di Lanciano, Vasto, Avezzano e la nuova centrale 118 all’Aquila», dichiara Zennaro, che conclude: «Non c’è bisogno di polemiche proprio da parte di chi, nei precedenti governi regionali, aveva tagliato posti letto e presidi ospedalieri sul territorio, senza lasciare alcun atto concreto di programmazione».(red.te)