Nuovo stabilimento Amadori: previsti ottanta posti di lavoro

25 Agosto 2022

Il gruppo di Cesena sta per acquistare dalla Zucchi l’ex opificio Standartela a Pianura Vomano Qui realizzerà ex novo un edificio per il confezionamento dei prodotti lavorati a Mosciano

NOTARESCO. Un investimento da due milioni e 300mila euro che creerà almeno 80 posti di lavoro. La firma è quella del gruppo Amadori, la sede l’ex stabilimento Standardtela/Zucchi di Notaresco, in località Pianura Vomano. Qui Amadori trasferirà il confezionamento dei prodotti lavorati nel grande stabilimento di Mosciano.
Nel marzo scorso il Centro aveva anticipato l’operazione, ma senza poterne dare i dettagli vista la trattativa in corso tra le due società (il sito produttivo dismesso è di proprietà del gruppo Zucchi). Ora l’operazione di acquisto da parte dell’azienda di Cesena dell’ex opificio Standardtela/Zucchi è giunta alle fasi conclusive: finora a sorreggere la volontà di trasferire la proprietà era una scrittura privata, a breve verrà siglato un atto notarile in cui verranno definiti i patti e le condizioni. Il 2023, dunque, vedrà una significativa svolta per il territorio di Notaresco e tutta la bassa vallata del Vomano sotto il profilo degli investimenti, ma soprattutto dell’occupazione.
I lavori, secondo un cronoprogramma già definito, dovrebbero iniziare già dal mese di gennaio dell’anno prossimo, al massimo il mese successivo. Il vecchio opificio, secondo quanto si è appreso, verrebbe demolito e ricostruito ex novo, diventando uno stabilimento di ultima generazione con dotazioni tecnologiche d’avanguardia. Il nuovo insediamento, che prevede il confezionamento di prodotti Amadori, occuperà da subito circa 80 dipendenti che verranno preventivamente addestrati nello stabilimento di Mosciano. Va da sé che la schiera delle maestranze potrà registrare dei sensibili ampliamenti anche in relazione agli investimenti che verranno effettuati negli anni. Molto, come accade in tutti i settori, dipenderà dagli esiti del mercato.
Il sito industriale del gruppo Zucchi, nel quale si svolgevano la filatura e la tessitura del cotone, era stato chiuso nel 2008, quando impiegava 118 dipendenti, ed è in vendita dal 2016 nell’ambito del piano di salvataggio predisposto dalla francese Astrance Capital, il fondo che ha acquisito il controllo dell’azienda dalla Gb Holding del calciatore Gianluigi Buffon. Astrance aveva subito annunciato l’intenzione di vendere gli stabilimenti dismessi. L'azienda si insediò nel Teramano nel 1977 e arrivò a dare lavoro a 269 operai. Poi iniziò la crisi, a cui il gruppo Zucchi rispose anche con investimenti importanti nell'innovazione tecnologica; ma nel 2008 lo stabilimento chiuse e parte della produzione fu delocalizzata in India. Gli ultimi 90 operai furono licenziati, dopo un periodo di cassa integrazione straordinaria e in deroga, nel maggio del 2011.
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