Nuovo teatro, arriva la svolta: c’è l’incarico per la progettazione

17 Settembre 2022

Il Comune si affida a una squadra composta da tecnici teramani e di un famoso studio milanese Tramonta l’ipotesi della demolizione e ricostruzione dell’edificio: sarà riorganizzato quello esistente

TERAMO. Uno studio milanese di fama internazionale e professionisti teramani insieme per elaborare il progetto preliminare del nuovo teatro comunale di Teramo. Un progetto che farà da base alla gara d'appalto e che sarà pronto entro dicembre.
A metterlo a punto sarà una squadra di architetti, ingegneri e geometri capitanata dallo studio di Milano “Quattroassociati” di Michele Reginaldi, professionista conosciuto in tutto il mondo per aver progettato edifici pubblici e privati in Italia, Cina, Russia, Germania, Marocco, Francia, Ungheria, Grecia, Qatar, Algeria. Dalla sede della Regione Marche al teatro degli Arcimboldi a Milano e quello di Aix-en-Provence (in Francia), passando per gli stadi di Nimes, Marrakech e Agadir, fino alla trasformazione delle ex aree industriali di Milano Bicocca e al progetto per la città nuova di Pujiang in Cina per 100.000 abitanti: sono solo alcuni dei lavori di Reginaldi che ora è all'opera per Teramo. Anzi, per la “sua” Teramo. L'architetto, classe 1958, è infatti nato nel capoluogo dove si misurerà col progetto del teatro coadiuvato dal collega di studio Marco Andreola e da professionisti locali quali l'architetto Vincenzo Orsatti, gli ingegneri Gabriele Cicconi e Luigi Di Paolo e il geometra Stefano Mariani. Lo studio di fattibilità tecnico economica è stato affidato dal Comune al raggruppamento di professionisti nei giorni scorsi e rappresenta la base di partenza per la concretizzazione di un'opera che potrà contare su fondi del Pnrr per 10 milioni di euro: una somma importante che consentirà di ristrutturare in modo incisivo l'edificio, oggi inadeguato alle esigenze e alle ambizioni culturali di una città capoluogo di provincia. L'idea è quella di intervenire trasformando, ripensando e rimodulando completamente gli spazi presenti in relazione alle necessità di chi lavora in teatro e per il teatro e di chi ne usufruisce per piacere.
L'idea, avanzata da qualche amministratore a partire dall'assessore alla cultura Andrea Core, della demolizione e ricostruzione ex novo dell'edificio nel medesimo punto sembra al momento l'ipotesi più remota per via dei costi che raddoppierebbero. Con ogni probabilità si andrà verso il mantenimento della struttura con interventi radicali di rinnovamento, sia ingegneristici che architettonici. I rilievi tecnici all'interno del cineteatro da parte del gruppo di lavoro sono già partiti: i tempi sono stretti perché li detta il Pnrr che impone l'avvio del cantiere entro settembre 2023.
©RIPRODUZIONE RISERVATA