Nuovo tribunale: ipotesi area ex Villeroy

La proposta al vaglio della maggioranza, il Comune dovrà confrontarsi con il gruppo Gabrielli proprietario del terreno
TERAMO. Il nuovo tribunale di Teramo nell'area ex Villeroy della Gammarana: è l'idea che il consigliere comunale del Pd Luca Pilotti ha messo sul tavolo della maggioranza per iniziare a ragionare sul futuro della giustizia teramana, schiacciata dalla grave carenza di organico e da spazi fisici ormai del tutto inadeguati. La proposta vuole aprire una riflessione «politica, amministrativa e sociale per addivenire a un dibattito che non è rinviabile perché la questione è seria e urgente», dice Pilotti che auspica l'avvio di un dibattito pubblico partecipato: «Non è un tema che tocca solo una categoria, ma riguarda tutti i cittadini e un intero territorio: ed è per questo che enti, istituzioni, associazioni e professionisti devono lavorare insieme per capire che strada intraprendere. Da un lato il personale è carente e i tempi dei procedimenti eccessivamente dilatati, dall'altro la struttura attuale non risponde più alle necessità del sistema giustizia alla luce anche delle soppressioni delle sedi di Atri e Giulianova. Un binomio letale per la macchina della giustizia», aggiunge il consigliere Pd, che di recente aveva presentato una mozione in consiglio comunale proprio sul punto sollevando il problema degli spazi fisici della giustizia in provincia.
Da lì la maggioranza avrebbe iniziato a ragionare su ipotesi e soluzioni che tengano ben saldo il tribunale in città, immaginandone uno nuovo in un'area ampia e servita. Pilotti pensa ai capannoni dell'ex Villeroy, in disuso da lungo tempo e da qualche anno di proprietà del gruppo Gabrielli: «Andrebbe ovviamente aperto un confronto con il privato, tenendo conto che lì c'è anche un vincolo archeologico che però non è un ostacolo insuperabile: l'area si presta, pur con i necessari interventi viari, per spazi e centralità. Potrebbe realizzarsi una vera cittadella della giustizia con servizi, quali nido e scuola per l'infanzia dedicati agli operatori del tribunale. L'area, che ad oggi appare difficile da riadattare a finalità commerciali, sarebbe così riqualificata a vantaggio della collettività», conclude Pilotti.
La questione apre però immediatamente un quesito: dell'attuale edificio a tre cupole che ne sarà? L'idea che resti un contenitore vuoto fa venire i brividi visto il valore architettonico e la centralità che l'edificio vanta. C'è chi, fra le fila della maggioranza, lo vorrebbe museo di arte contemporanea e chi sede di uffici comunali quali anagrafe, polizia locale, protocollo. Per ora si tratta di ipotesi che dovranno fare i conti con il ministero della Giustizia, proprietario dell'immobile, con il vincolo architettonico e con i limiti edilizi di un edificio scarsamente inclusivo per via delle tante barriere architettoniche.
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