Nuovo vescovo, si fa il nome di Iannone

22 Novembre 2017

È un arcivescovo napoletano di 60 anni, vicegerente della diocesi di Roma. Sarebbe stato preferito a Mandara

TERAMO. Indiscrezioni che circolano nell’ambiente della curia danno per imminente la nomina da parte del Papa del nuovo vescovo della diocesi di Teramo-Atri. Il nome sarebbe ufficializzato domani e per sostituire Michele Seccia, destinato a diventare arcivescovo metropolita di Lecce, sarebbe in pole position Filippo Iannone, che avrebbe scalzato – ma si tratta solo di voci, tutte da confermare – l’attuale capo della diocesi laziale Sabina-Poggio Mirteto Ernesto Mandara, fino a qualche giorno fa dato per favorito.
Iannone, originario di Napoli, compirà 60 anni il prossimo 13 dicembre ed è un arcivescovo. Ordinato presbitero nel 1982, nei primi anni di sacerdozio ha ricoperto vari incarichi nel suo ordine di appartenenza – quello della Beata Vergine del Monte Carmelo – e nell'arcidiocesi di Napoli. Nel 2001 è stato nominato vescovo ausiliare di Napoli e vescovo titolare di Nebbi da papa Giovanni Paolo II. Al momento della sua nomina episcopale era il vescovo italiano più giovane e come tale finì alla ribalta delle cronache dei quotidiani nazionali. Nel 2009 Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo e nel 2012 lo stesso papa lo ha nominato vicegerente della diocesi di Roma, elevandolo alla dignità di arcivescovo. L'11 novembre scorso papa Francesco lo ha nominato segretario aggiunto del Pontificio consiglio per i testi legislativi. Attualmente è membro del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, consultore della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, membro del Consiglio per gli affari giuridici della Conferenza Episcopale Italiana, presidente del Comitato per l'edilizia di culto e membro della conferenza episcopale laziale.
Se fossero vere le indiscrezioni, la diocesi di Teramo-Atri verrebbe guidata da un “nome” nel panorama dei vescovi italiani. Tuttavia è il caso di sottolineare come, quando si tratta di nomine ecclesiastiche, la gerarchia vaticana riesca spesso a mantenerne la segretezza fino all’ultimo momento, facendo magari circolare ad arte nomi che si rivelano dei depistaggi.
In ogni caso, che sia Iannone o Mandara o un terzo sul quale non è filtrato niente, la nomina del nuovo vescovo di Teramo è imminente. In curia risulta che l’insediamento avverrebbe prima della festività del patrono San Berardo (19 dicembre), con ogni probabilità il 9 o 10 dicembre. Nel frattempo Michele Seccia sta preparando le valige dopo undici anni trascorsi tra Tordino e Vezzola. Il prelato pugliese sarà a Lecce da lunedì prossimo, 27 novembre, e dirà la sua ultima messa in cattedrale domenica alle 19. Facile prevedere che nell’occasione ci sarà uno straordinario afflusso di fedeli, anche se formalmente il saluto alla diocesi verrà dato da Seccia nella messa del sabato.(d.v.)
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