Nursind: in ospedale non servono vigilanti ma più infermieri

29 Aprile 2022

Il sindacato interviene dopo le violenze al pronto soccorso: «La rabbia scatta per i ritardi nelle cure, occorre personale» 

TERAMO. «In ospedale non servono vigilantes, ma infermieri e Oss». Interviene così il Nursind, sindacato degli infermieri, nel dibattito che si è aperto in seguito a recenti episodi di aggressione a sanitari che si sono consumati al pronto soccorso di Teramo e in un reparto del presidio di Giulianova.
«Gli studi sulle aggressioni condotti da NurSind nel 2013 e nel 2017 hanno rivelato un incremento esponenziale del fenomeno nei luoghi più sensibili e dimostrato l’efficacia solo parziale dei provvedimenti attuati dalle aziende sanitarie per contrastare il fenomeno», scrive il sindacato guidato in provincia da Giuseppe De Zolt in una nota, «A nostro parere l’assunzione di personale di vigilanza non è sufficiente a fermare il fenomeno, dato che le cause del problema non sono state effettivamente affrontate. Le recenti aggressioni hanno un comune denominatore: la carenza di personale. Carenza che purtroppo non riguarda solo i pronto soccorso: ciò è dimostrato dal fatto che l’aggressione avvenuta al pronto soccorso sarebbe derivata da un sostenuto ritardo nelle cure, evitabile in caso di presenza di più operatori. Così come l'aggressione di Giulianova sarebbe stata scongiurata dalla presenza di ulteriore personale, dato che, nell’occasione, l’infermiera era da sola all’interno del reparto».
Il sindacato sottolinea come la carenza di personale nei presidi della Asl di Teramo metta di fatto in pericolo il personale e l’utenza: «Il primo non è nella possibilità di usufruire del recupero psico-fisico necessario, è costretto a numerose ore di straordinario e subisce il diniego di ferie e permessi e spesso lavora in solitudine; il secondo si sente sempre meno tutelato ed al sicuro nelle mani di operatori che sono costretti alle sopra riferite condizioni di lavoro». Il sindacato ricorda come si sia in attesa della pubblicazione di due graduatorie, per infermieri e Oss, e lancia una provocazione: «Stante la descritta situazione la Asl è tenuta a trovare una soluzione che in assenza di nuove assunzioni, non può che essere quella della riorganizzazione dei servizi e dei reparti, riducendo i posti letto ed accorpando le attività e le Uo. È opportuno che sia chiaro all’azienda ed alle istituzioni tutte che l’investimento più utile e necessario è quello sul personale sanitario», conclude il Nursind. (v.m.)