Odissea alla stazione di un bimbo disabile «Ora Rfi intervenga»

Niente ascensore, i passanti aiutano a sollevare la carrozzina Ferrante: «Violate leggi sui diritti, segnalazione al ministro»
SILVI . Non si è ancora spento il clamore per la vicenda di Genova relativa al treno della vergogna, a bordo del quale non hanno trovato posto 27 disabili, e se ne apre un’altra a Silvi. Un bambino affetto da una gravissima disabilità esprime il desiderio di viaggiare per la prima volta con il treno.
Così il papà Vincenzo lo accompagna alla stazione, ma qui non ci sono ascensori e si trovano davanti due rampe di scale per arrivare al secondo binario dove si ferma il treno per Pescara. Il padre ha voluto esaudire il desiderio del piccolo e, rischiando, ha deciso di farsi aiutare dai passanti a sollevare la carrozzina lungo le rampe. Il disservizio, però, è stato denunciato dal genitore all’associazione “Carrozzine determinate” presieduta da Claudio Ferrante che interviene. «Il papà del bambino ci ha esternato tutta la sua delusione e tristezza per la vicenda, siamo vicini al ragazzo disabile e alla sua famiglia per la gravissima discriminazione e umiliazione che ha dovuto subire», afferma, «vogliamo evidenziare a Rfi che per legge tutte le stazioni devono essere accessibili e che ha trasgredito la legge 67/06 e ha violato i diritti umani sanciti dalla legge 18 del 3 marzo 2009 di ratifica Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Nella stazione di Silvi a novembre 2019 sono stati effettuati alcuni lavori edili, ma non è stata fatta la cosa più importante: ossia installare un ascensore che permettesse ad anziani, bambini, donne con il passeggino e persone con disabilità motoria di poter salire sul treno in totale sicurezza.
Secondo Ferrante «tutto questo non può accadere in un paese civile, dove tra l’altro nessuno ha chiesto scusa: quello che è accaduto al giovane deve far riflettere chi è deputato a gestire simili situazioni. Ci aspettiamo una presa di posizione netta e chiara dei responsabili di Rfi e dei rappresentanti delle istituzioni. Naturalmente sul caso del piccolo Giovanni verrà informata la ministra per le disabilità Erika Stefani».
Altre situazioni di difficoltà sono state riscontrate nel sottopasso Simoni Mariannina dove l’ascensore, in estate, per un lungo periodo rimase fuori uso.
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