Odissea di un anno tra gli uffici per riavere 19 euro di ticket
PINETO. Affronta un’odissea per riavere 19 euro dalla Asl e alla fine rinuncia. L’utente rimasto impigliato nelle maglie della burocrazia è un anziano di Pineto, che un anno fa si è recato dal...
PINETO. Affronta un’odissea per riavere 19 euro dalla Asl e alla fine rinuncia. L’utente rimasto impigliato nelle maglie della burocrazia è un anziano di Pineto, che un anno fa si è recato dal proprio medico di base per prenotare una visita da effettuarsi nell’ospedale San Liberatore di Atri. Il dottore per distrazione non ha inserito il codice dell’esenzione che spettava al paziente e il pagamento della prestazione è stato a prezzo pieno.
Qui comincia una vicenda kafkiana. Data la necessità della visita, l’uomo paga tutto e gli viene detto dal personale sanitario che avrebbe potuto comunque richiedere il rimborso. L’anziano compila la richiesta cartacea e la consegna al personale addetto. A distanza di un anno non riceve nulla e qualche settimana fa pensa bene di informarsi su che fine avesse fatto la sua pratica. L’uomo racconta: «Dagli uffici amministrativi dell’ospedale mi rispondono che ho diritto alla restituzione non dell’intero ticket pagato ma di una parte, ossia 19 euro. Dico che va bene e mi compilano una carta per poter andare a riscuotere. Mi reco in un altro ufficio e mi dicono che non possono eseguire pagamenti in contanti e occorre mandare una e-mail, indicando che si vuole l’accredito diretto sul codice Iban». L’uomo, non avendo dimestichezza con il computer, manda l’e-mail grazie all’aiuto delle figlie. Passano giorni ma l’accredito non arriva. Così torna ad Atri e chiede cosa fosse successo. Gli rispondono che per ricevere il bonifico deve produrre un’autocertificazione dove dichiara di aver rifiutato il pagamento in contanti preferendo l’accredito sul conto.
A questo punto, stremato, l’anziano ha contattato la nostra redazione e ha detto: «Sono rimasto intrappolato in un girone infernale. Per un errore del medico, sono arrivato dopo un anno a lottare per poter riavere 19 euro che mi spettavano. Sono sfinito: si tenessero pure i soldi».
Domenico Forcella
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