Odissea tamponi, ore di attesa nelle auto

Giornata infernale nel Centro turistico integrato, c’è chi ha aspettato dalle 10 alle 16 prima di poter effettuare il test
ATRI. Odissea per effettuare il quarto driving test Covid nel centro turistico integrato di Atri. Ieri mattina la Asl aveva cadenzato due turni con orari ben precisi (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18) per effettuare 700 tamponi programmati per il comprensorio di Atri, Silvi, Pineto e della Val Fino. Ma è andato tutto storto. C’è chi ha atteso un’ora e mezzo prima di effettuare il primo tampone, chi invece a causa del cambio di turno degli infermieri ha atteso oltre due ore e mezzo. I presenti raccontano di aver visto scene da terzo mondo: bambini che urlavano dai finestrini, anziani che non potevano andare al bagno, mamme disperate, cardiopatici e diabetici che non hanno potuto neanche mangiare. Si è anche sentito male uno degli infermieri che dovevano eseguire i test. Oltre 60 persone che dovevano fare il tampone entro le 12, a causa del cambio turno degli operatori, sono rimaste bloccate in attesa di una nuova squadra di infermieri provenienti da Teramo per la seconda tranche di tamponi.
In coda c’era anche Giovanni Sciarra, ex primario di ostetricia e ginecologia dell’ospedale del San Liberatore, che allibito ha detto: «L’organizzazione è pessima, si procede chiusi in auto facendo 10 metri ogni mezz’ora, avevo il prelievo alle ore 10 e il personale sanitario è arrivato solo alle 11.20». Un altro utente, Gabriele di Giuseppe, racconta: «Alle 15.20 sono arrivate la polizia e la Protezione civile che ha distribuito cracker e acqua a bambini e anziani, siamo come sequestrati perché non possiamo uscire ed entrare dal Cti, il percorso è unico e a spirale». Flavia Fieni Frattarola, una mamma venuta da Silvi e che ha atteso oltre cinque ore per l’esame, aggiunge: «Mia figlia ha cinque anni e, con la febbre molto alta, è dovuta uscire dall’auto con le coperte addosso per andare all’unico bagno disponibile messo a disposizione per centinaia di persone. Di questi tempi sfido chiunque a frequentare i servizi igienici pubblici, non si stanno rispettando i criteri per la sicurezza, qui si arriva sani e si torna contagiati». Maria Laura Cichella di Silvi: «Ho mio padre diabetico, dietro la mia auto c’era un bimbo di un anno, una ragazza si è sentita male e qui non hanno neanche un termometro, dalle 10 alle 16 siamo stati senza fare nulla, chiediamo al direttore sanitario della Asl di Teramo di dare spiegazione».
Il sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti che è stato investito di riflesso dalla polemica ha tenuto a precisare: «È impensabile che la Asl abbia lasciato la gente in mezzo alla strada per due ore in attesa del secondo turno pomeridiano. L’organizzazione del servizio è della Asl, il Comune ha messo solo a disposizione la zona per far meglio defluire le auto».
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