Omicidio del cingalese a Garrufo Confermata la condana a 10 anni

20 Dicembre 2014

SANT’OMERO. Fino a pochi minuti prima era stata una serata tra amici come tante, passata a chiacchierare e a bere qualche bicchiere di birra. Una serata tranquilla interrotta da un banale litigio,...

SANT’OMERO. Fino a pochi minuti prima era stata una serata tra amici come tante, passata a chiacchierare e a bere qualche bicchiere di birra. Una serata tranquilla interrotta da un banale litigio, qualche parola di troppo e quella coltellata sferrata da Udarachandima Kolamunnage, badante cingalese di 29 anni, contro l'amico Susisra Sattambi, 30 anni, morto davanti gli occhi impietriti della moglie incinta. Un delitto – avvenuto a Garrufo di Sant’Omero nell’agosto dell 2013 – per il quale Kolamunnage era stato condannato in primo grado a dieci anni ed otto mesi per omicidio volontario con rito abbreviato e per il quale ieri mattina la corte d'assise d'appello dell'Aquila ha confermato la sentenza, riformandola solo per l'accoglimento della richiesta, avanzata dalla procura generale, dell'espulsione a fine pena del detenuto dal territorio nazionale. «Siamo soddisfatti del fatto che l'appello abbia confermato la condanna a dieci anni ed otto mesi così come la provvisionale di 100mila euro a favore delle parti civili», ha commentato l'avvocato Luca Macci, che rappresentava la moglie e i familiari della vittima e che ha confermato il rammarico della famiglia per la concessione all'omicida delle attenuanti generiche. L'omicidio si consumò in pochi minuti sul pianerettolo di un condominio. Fino a pochi istanti prima i due uomini, connazionali, avevano trascorso la serata insieme a casa della vittima. Una serata tranquilla, passata davanti a qualche birra. Poi una discussione, nata secondo l'omicida da una frase a bruciapelo dell'amico. «Sei un terrorista», gli avrebbe detto la vittima. Parole che avrebbero armato Kolamunnage, che avrebbe perso la testa uccidendo l'amico con una coltellata. (al.mar.)

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