Omicidio stradale, slitta la legge I teramani: «Noi non molliamo»

TERAMO. «Non si può fare politica sul sangue dei nostri figli»: dice Pasqua Gina D’Ambrosio nel giorno in cui la Camera approva la nuova legge sull’omicidio stradale ma con un emendamento che...
TERAMO. «Non si può fare politica sul sangue dei nostri figli»: dice Pasqua Gina D’Ambrosio nel giorno in cui la Camera approva la nuova legge sull’omicidio stradale ma con un emendamento che costringe il testo a tornare in Senato. L’insegnante teramana che ha perso un figlio di 19 anni in un incidente stradale e che da anni si batte insieme a tanti altri genitori per avere la legge anche ieri era a Roma. «E’ stato un vergognoso stop su un emendamento pretestuoso che vuole solo rimandare i tempi di una legge necessaria a dare una vera giustizia alle vittime della strada», dice l’insegnante riferendosi all’emendamento presentato da Forza Italia sulla modifica della norma che prevedeva l’obbligo di arresto anche per l’automobilista che si ferma a soccorrere la vittima. «Il testo modificato a Montecitorio ora dovrà tornare al Senato», aggiunge la mamma teramana, «ma noi non ci fermiamo e non molliamo. Quello che è successo ieri non è una questione di giustizia, di dignità della nostra battaglia, ma è solo una lotta politica, una questione di ostruzionismo. Riteniamo vergognosa l’esultanza di questa brutta politica in presenza delle vittime e dei familiari presenti come pubblico ai lavori parlamentari. Ma noi non molliamo. Grazie al sottosegretario Nencini e agli onorevoli Paolo Gandolfi, Alessia Morani, Emiliano Minnucci, Alessia Rotta e anche al senatore Giuseppe Luigi Cucca».
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