«Omissioni nelle indagini sulle accuse al questore»

11 Agosto 2018

TERAMO. «Le indagini, apparentemente scrupolose e complete, presentano non poche e importanti omissioni di cui possiamo intuire le ragioni». Così scrive in una nota l’avvocato Paolo De Nuzzo in...

TERAMO. «Le indagini, apparentemente scrupolose e complete, presentano non poche e importanti omissioni di cui possiamo intuire le ragioni». Così scrive in una nota l’avvocato Paolo De Nuzzo in merito alla vicenda che ha visto finire a giudizio la teramana Tiziana Panichi per calunnia nei confronti del questore Enrico De Simone dopo che lei lo aveva accusato di lesioni, minacce e stalking (accuse quest’ultime archiviate dal gip). Con la donna è stato rinviato a giudizio, con l’accusa di procurato allarme, anche il maresciallo dei carabinieri Giorgio Ciccone, all’epoca dei fatti già in pensione. «Rilevante omissione investigativa», scrive l’avvocato che difende la donna, «è stata la mancata ispezione del garage in cui è avvenuta la sparatoria a fine agosto 2017 (per la Procura mai avvenuta (ndr) omissione che, per forza di cose, non ha permesso il rinvenimento dei bossoli e delle tracce della sparatoria. In altri termini non si è andati alla ricerca di riscontri oggettivi con tutta probabilità perchè si temeva che questi avrebbero potuto avallare il racconto della Panichi, ma ci si è limitati ad interrogare i condomini, molti dei quali, in quel periodo, erano assenti per ferie, senza escludere che qualcun altro, per mero quieto vivere e per atavica diffidenza nei confronti della giustizia, si è limitato a riferire di non aver sentito nulla. Ancora una volta volute carenze investigative hanno impedito un approfondimento i cui esiti non sarebbero stati funzionali alla tesi sposata dalla Procura di Teramo». Così conclude il legale: «Prendendo spunto dal decreto di archiviazione emesso dal dottor Roberto Veneziano nei confronti del questore Enrico De Simone si ipotizza che la Panichi abbia “montato” il caso, mossa, a parere del gip, da “ tangibile astio” verso il questore in quanto lo stesso nel lontano 2002 avrebbe avviato una indagine nell’ambito della quale il Fracassa (ex assessore al Comune di Teramo e nel 2002 poliziotto (ndr) era stato in un primo momento sottoposto a misura cautelare personale salvo poi essere assolto per insussitenza del fatto e risarcito dallo Stato per l’ingiusta detenzione patita. Con una logica alquanto zoppicante che non fa onore alla sua intelligenza di magistrato sagace ed esperto la Panichi avrebbe inventato tutta questa storia per vendicare il Fracassa delle traversie da lui ingiustamente subite ben 16 anni fa. Quale “tangibile astio” da parte della Panichi se tra essa e il Fracassa non sono mai esistiti legami di nessun genere? Siamo fiduciosi che il dibattimento scioglierà i nodi della vicenda in senso favorevole all’imputata liberandola da quella vergognosa nomea di calunniatrice di cui si è cercato di accreditarla».(d.p.)
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