Open day, 13mila presenze. E rinasce anche la montagna

Il bilancio della Dmc Gran Sasso-Laga: «Abbiamo creato un sistema di enti e associazioni, servirà per futuri progetti»
TERAMO. Tredicimila presenze per l’edizione 2017 dell’Abruzzo Open Day Summer nella nostra provincia. Tre progetti promossi e organizzati dalla Dmc Gran Sasso Laga hanno animato tre diverse aree del Teramano: i “Borghi di santi, fanti e bevitori” il comprensorio dei Monti Gemelli, nei comuni di Campli e Civitella del Tronto; il “Ball e Sone - Festival del saltarello” a Teramo città ha avuto una risonanza a livello nazionale con le esibizioni della danza tipica abruzzese durante il concerto del 1° maggio di Roma e nelle trasmissioni televisive “La vita in diretta” e “Sereno variabile”; e il “Gran Sasso Outdoor Gran Prix” ha interessato l’alta valle del Vomano e la valle Siciliana.
E proprio il Gran Sasso Outdoor, organizzato per rilanciare la montagna teramana, ha visto il coinvolgimento di varie discipline sportive con il raduno di kajak e auto d’epoca, le escursioni equestri e in mountain bike, le corse in salita e a ostacoli, la cicloturistica da Teramo all’Alta valle del Vomano e la prima edizione della corsa del Gran Sasso con più di duecento podisti provenienti da tutta Italia e la partecipazione di ospiti come il presidente regionale del Coni Enzo Imbastaro, l’eroina dei 400 metri olimpici Enrica Maria Spacca, l’ex ginnasta Fabrizia D’Ottavio e la pesista Glenda Narcisi. Il gran finale ci sarà domenica con la Gran fondo di ciclismo Città di Teramo.
Nell’organizzazione dei tre progetti sono state coinvolte 43 organizzazioni del territorio: sei amministrazioni comunali, 16 enti e associazioni sportive e 21 enti e associazioni culturali e Pro loco, con il patrocinio del Coni nazionale. «Dopo i tragici eventi dell’inverno non potevamo aspettarci molti turisti», ha detto Claudio Ucci, direttore della Dmc, «ma l’obiettivo di creare un capitale di comunicazione e promozione è stato raggiunto in pieno. Abbiamo anche costruito un progetto di gemellaggio tra il Festival del saltarello e quello della taranta di Melpignano». L’obiettivo era «comunicare un’immagine di un territorio che vuole reagire e con il ritorno della fiducia nei turisti, nei residenti e nelle organizzazioni che guardano al futuro», ha aggiunto Gianni Berardino, responsabile organizzativo Dmc.
«Questa manifestazione ha creato un sistema con una solida base per le future progettualità per rilanciare la nostra area» ha concluso Erminio Di Lodovico, presidente Dmc, «ringraziamo le tante persone con cui abbiamo lavorato che per aiutare il territorio hanno investito tempo e risorse proprie, aggiungendo valore alle iniziali risorse finanziarie concesse dalla Regione. Grazie a chi si è messo in gioco, ha portato idee e le ha realizzate insieme a noi».
Adele Di Feliciantonio
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