Operaio 71enne travolto dal bancale, oggi i funerali

11 Luglio 2021

SANT’OMERO. Si terranno oggi alle 17 nella chiesa parrocchiale di Sant’Omero i funerali di Mario Rastelli, il 71enne scomparso a tre mesi dall’incidente sul lavoro nel supermercato Jumbo Tigre di...

SANT’OMERO. Si terranno oggi alle 17 nella chiesa parrocchiale di Sant’Omero i funerali di Mario Rastelli, il 71enne scomparso a tre mesi dall’incidente sul lavoro nel supermercato Jumbo Tigre di Sant’Omero. La salma è stata infatti riconsegnata ai familiari, dopo l’autopsia eseguita dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra.
Da quanto si apprende, sarà necessario attendere i risultati degli esami istologici per affermare con certezza che la morte sia stata dovuta alle lesioni subite nell'incidente. Sembra esserci un rapporto di continuità tra l'evento traumatico e il decesso, perché Rastelli lo scorso 1° aprile, restando schiacciato sotto il carico di bevande che stava movimentando nel supermercato Jumbo Tigre di Sant’Omero, aveva subito una grave compromissione del torace. Ma bisognerà valutare in maniera più approfondita se nei tre mesi in cui l'uomo è stato ricoverato tra ospedale e struttura riabilitativa ci siano state interruzioni del rapporto di causalità tra incidente e decesso. Rastelli, che era tornato al lavoro al Jumbo Tigre (del quale era stato storico dipendente) con un contratto a ore dopo essere andato in pensione, venne travolto dal carico di bevande che stava spostando dal magazzino al piano superiore attraverso il montacarichi. Ad aiutarlo c’era un giovane dipendente che rimase lievemente ferito.
Nel frattempo sulla vicenda sono intervenuti con una nota il Centro politico comunista Sandro Santacroce e lo sportello sociale Asia Usb di Teramo, che «si stringono con affetto attorno ai famigliari del lavoratore». Continua la nota: «Quest'ennesimo episodio di morte bianca ci mette di fronte a una crudele e, purtroppo, diffusa realtà: troppo spesso in Italia uomini e donne in età da pensione sono costrette a lavorare per poter sopravvivere. Altre volte può capitare che siano gli stessi "padroni" a non rassegnarsi all'idea di perdere un lavoratore qualificato, senza tenere conto delle sopravvenute fragilità». Poi ancora: «Queste scelte vanno a discapito dei giovani che da una parte non riescono ad accumulare l'esperienza richiesta e, dall'altra, non riescono a garantire quel ricambio generazionale dando vita a un circolo vizioso che porta sempre più spesso a conseguenze tragiche. Pensioni da fame e contributi non versati o non maturati mettono a rischio la salute, la dignità e la vita. Per questo chiediamo maggiore attenzione e un concreto cambio di rotta nelle politiche del lavoro, coscienti del fatto che quel posto doveva essere occupato da un giovane e in sicurezza».(a.d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.