Operaio picchiato, condannati padre e figlio

27 Settembre 2018

ALBA ADRIATICA. Padre e figlio albensi e loro un amico di Silvi erano accusati di concorso in lesioni personali gravi nei confronti di un marocchino che chiedeva di essere pagato per il lavoro svolto...

ALBA ADRIATICA. Padre e figlio albensi e loro un amico di Silvi erano accusati di concorso in lesioni personali gravi nei confronti di un marocchino che chiedeva di essere pagato per il lavoro svolto nell’azienda di famiglia degli indagati. Per questo i tre vennero rinviati a giudizio e nei confronti di padre e figlio è scattata la condanna a un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa, risarcimento del danno e addebito delle spese legali. Lo dispone la sentenza del giudice monocratico del tribunale di Teramo Sergio Umbriano che invece ha assolto l’amico di Silvi coinvolto nella vicenda. Per i tre non è stata confermata l’accusa di ingiuria nei confronti del bracciante in quanto il reato è depenalizzato. A chiedere il rinvio a giudizio nei confronti di padre e figlio, di 62 e 27 anni, residenti ad Alba Adriatica, e dell’amico, di 47 anni, era stato il pm Stefano Giovagnoni. I fatti contestati risalgono all’agosto del 2011. Il marocchino, difeso dall’avvocato Giampaolo Magnanimi, venne picchiato per aver preteso il pagamento delle spettanze relative alle attività prestate nell’azienda agricola, riportando traumi con 111 giorni di prognosi. (a.d.p.)
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