Operaio precipitato nel cantiere: «Quel ponteggio non era previsto»

Riconsegnata la perizia disposta dal giudice sull’impalcatura da cui è caduto l’operaio 24enne Ci sono sei indagati, l’incidente mortale è avvenuto sei mesi fa nella chiesa di Sant’Agostino
TERAMO. C’è una prima dinamica che affiora nella ricostruzione del drammatico infortunio sul lavoro avvenuto sei mesi fa nel cantiere della chiesa di Sant’Agostino, nel centro storico di Teramo, in cui ha perso la vita il 24enne senegalese Ibrahima Dramè. Un giovane padre arrivato in Italia con il sogno di una vita diversa, precipitato da un ponteggio e diventato una delle vittime di una strage infinita: quella dei morti sul lavoro.
La prima ipotesi di dinamica è quella che emerge dai risultati della super perizia disposta dal giudice con la formula dell’incidente probatorio e secondo la quale quel ponteggio su cui stava lavorando il giovane operaio non era previsto nella progettazione. Era un ponteggio di servizio e molto probabilmente il sistema di ancoraggio non ha retto.
I risultati della super perizia sono stati illustrati nel corso dell’udienza che si è svolta ieri pomeriggio davanti al gip Roberto Veneziano, al pm titolare del fascicolo Stefano Giovagnoni, ai consulenti di parte e ai vari difensori.
Al momento dell’incidente il giovane operaio e un suo collega, rimasto ferito, erano sull’impalcatura che, dai primi accertamenti, avrebbe ceduto facendo precipitare il giovane operaio, trovato senza imbracatura, da un’altezza di dieci metri. E proprio per fare chiarezza sulle modalità seguite per l’installazione di quell’impalcatura o ponteggio il giudice ha affidato la super perizia.
Il giovane senegalese, arrivato sette anni fa in Italia su un barcone della speranza dopo aver attraversato un deserto a piedi e in attesa di far arrivare moglie e due figli piccoli con il ricongiungimento familiare, quel giorno stava lavorando con il collega molto probabilmente nel completamento dell’allestimento dell’impalcatura del cantiere per la ristrutturazione post-sima della chiesa di Sant’Agostino. Tra le ipotesi emerse dai primi accertamenti, affidati ai carabinieri della compagnia di Teramo e quali del Nil, il nucleo di tutela lavoro, proprio quella di un cedimento improvviso dell’impalcatura su cui gli operai si trovavano.
Ora, dopo la riconsegna della consulenza, è ipotizzabile che il pm chiuda l’indagine stabilendo per chi dei sei indagati chiedere il rinvio a giudizio e per chi chiedere l’archiviazione.
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