Operaio precipitato nel cantiere: super perizia sull’impalcatura

24 Aprile 2023

La Procura affida una consulenza tecnica per fare chiarezza sulla realizzazione del ponteggio Tra le ipotesi quella di un cedimento improvviso, sei gli indagati per omicidio colposo e lesioni

TERAMO. C’è una prima dinamica, da verificare nei particolari ma già con una cornice ben definita, che affiora nella ricostruzione del drammatico infortunio sul lavoro avvenuto nel cantiere della chiesa di Sant’Agostino, nel centro storico di Teramo.
Per accertare le cause dell’incidente in cui ha perso la vita il 24enne senegalese Ibrahima Dramè ora le attenzioni si concentrano sull’impalcatura su cui si trovavano la vittima e il suo collega rimasto lievemente ferito. Impalcatura che, dai primi accertamenti, avrebbe ceduto facendo precipitare il giovane operaio, trovato senza imbracatura, da un’altezza di dieci metri. Proprio per fare chiarezza sulle modalità seguite per l’installazione di quell’impalcatura o ponteggio la Procura ha affidato una super consulenza tecnica all’ingegnere Antonello Salvatori, docente della facoltà di ingegneria dell’università dell’Aquila.
E che l’inchiesta ruoti proprio sulle tecniche di realizzazione delle impalcature o ponteggi lo dimostra anche il fatto che tra i sei indagati per omicidio colposo ci sono anche due figure ben precise: si tratta del responsabile della relazione di calcolo ponteggio metallico parte sospesa e verifica degli ancoraggi e tabulati di calcolo del ponteggio a sbalzo e del proposto e addetto al montaggio, trasformazione e smontaggio dei ponteggi. Gli altri indagati, oltre all’amministratore unico dell’impresa esecutrice dei lavori edili “Alba restauri” di Fontanelle di Atri, sono il direttore dei lavori edili; il progettista e direttore dei lavori; il responsabile dei lavori e coordinatore della sicurezza e di salute in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori edili. Le normative vigenti non prevedono che della sicurezza del cantiere risponda il committente che, per quanto riguarda la chiesa di Sant’Agostino, è la Curia di Teramo-Atri. Il giovane senegalese, arrivato sette anni fa in Italia su un barcone della speranza dopo aver attraversato un deserto a piedi e in attesa di far arrivare moglie e due figli piccoli con il ricongiungimento familiare, quel giorno stava lavorando con il collega molto probabilmente nel completamento dell’allestimento dell’impalcatura del cantiere per la ristrutturazione post-sima della chiesa di Sant’Agostino. Tra le ipotesi emerse dai primi accertamenti, affidati ai carabinieri della compagnia di Teramo e quali del Nil, il nucleo di tutela lavoro, proprio quella di un cedimento improvviso dell’impalcatura su cui gli operai si trovavano.
Il fascicolo, dopo i primi accertamenti disposti dal pm di turno Enrica Medori, è passato al pool di sostituti delegati agli infortuni sul lavoro e in particolare al sostituto procuratore Stefano Giovagnoni che ha affidato la consulenza tecnica. Nel frattempo i familiari della vittima, il fratello che lavora in Italia e la moglie che vive in Senegal, chiedono chiarezza sulla tragedia e giustizia per il congiunto arrivato in questo Paese con il sogno di una vita diversa.
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