Opere non collaudate Il Comune: pagherà solo chi ha sbagliato

D’Alberto e Cavallari puntano il dito sulla ditta Proger «In base alla convenzione doveva verificare l’iter dei lavori»
TERAMO . «Non saranno i cittadini a pagare per l’imperizia di altri». Il sindaco Gianguido D’Alberto, affiancato dal suo vice Giovanni Cavallari e dall’assessore all’urbanistica Stefania Di Padova, scandisce le parole. «Senza sconti a nessuno», sottolinea per esprimere la posizione della sua amministrazione sulle carenze riscontrate in sede di collaudo per le opere della viabilità a servizio del campus universitario di Coste Sant’Agostino. Carenze documentali, difformità rispetto alle disposizioni contrattuali e difetti realizzativi sono stati messi nero su bianco dal collaudatore Vincenzo Cameli per l’allestimento della rotonda di San Michele arcangelo, tra via De Gasperi e di San Marino, per le rotatorie nella zona dell’ateneo e per via Savorini, la strada che collega Villa Mosca a Colleparco. Opere finanziate dalla Regione nel 2008 con poco meno di 1,5 milioni di euro, gestite dalla Proger in base a una convezione sottoscritta con il Comune nel 1992 e appaltate alla Conglomerati Bituminosi Vomano. Gli interventi, conclusi a ottobre 2017, hanno comportato una variante progettuale che ha fatto lievitare la spesa di oltre 200mila euro, senza però superare le verifiche finali. Cameli, chiamato a sostituire il precedente collaudatore, che si era dimesso dopo i primi accertamenti, ha dichiarato l’impossibilità di procedere al collaudo proprio a causa delle carenze rilevate. «Ha fatto un lavoro eccezionale», sottolinea il sindaco, «da cittadino teramano prima ancora che da professionista, come lui stesso ha scritto nel verbale». L’amministrazione ha dunque recepito l’esito negativo dei controlli ed è pronta «a ogni azione per la tutela degli interessi pubblici». I tecnici dell’ente faranno ulteriori approfondimenti, tesi soprattutto ad accertare le possibili conseguenze, su tre fronti. Quello tecnico, relativo all’adeguamento degli interventi anche in chiave di sicurezza, a quanto pare è il meno complesso. «Le criticità si possono sanare velocemente, lo potremmo fare anche noi», fa notare Cavallari. C’è però il risvolto legale che, specifica D’Alberto, attiene a «inadempimenti su convenzioni e progetti» rispetto ai quali andranno chiarite le responsabilità. Il sindaco tiene a precisare che nella vicenda «il Comune è quasi una figura terza» in quanto un proprio tecnico è stato indicato come responsabile del procedimento, ma in base all’accordo con Proger era quest’ultima a «dover verificare l’iter dei lavori».
Tra i tanti punti interrogativi che pesano sulla correttezza delle opere e della procedura seguita il più grande coinvolge il finanziamento da parte della Regione. Quest’ultima ha più volte segnalato «la mancanza di documenti per la valutazione della variante», ricorda Cavallari. Il rischio è che se le carte non risulteranno complete e chiare, i fondi disponibili potrebbero restare nelle casse regionali. «Senza il collaudo», chiarisce il vicesindaco, «non potremmo neppure ottenere il rimborso delle spese anticipate». Le verifiche sono arrivate dopo tre anni dalla conclusione dell’opera perché, fa notare D’Alberto, «non sono state fatte in corso d’opera, ma alla fine» con la difficoltà ulteriore dell’avvicendamento tra due collaudatori. Su questo punta il Comune nell’interlocuzione con la Regione per salvare capra e cavoli. Resta la «questione di metodo» da far valere in questa come in altre situazioni. «Non si amministra con disordine e mancati controlli», conclude, «anche per questo siamo capoluogo di provincia».
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