Ospedale a Piano d’Accio Ricorso al Tar per dire no

4 Novembre 2022

La Uil illustra le ragioni dell’iniziativa contro le delibere regionali per l’avvio: «La proposta è irragionevole, l’assenza di studi su altri siti alternativi è grave» 

TERAMO. Un ricorso che ruota tutto attorno al luogo scelto e alle modalità con le quali questo è stato individuato. Ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, il segretario regionale della Uil-Fpl Alfiero Di Giammartino, il consigliere regionale Marco Cipolletti e il consigliere comunale Franco Fracassa, hanno illustrato le ragioni che sono alla base del ricorso che hanno sottoscritto e depositato al Tar contro il nuovo ospedale di Piano d'Accio. L'azione legale, preannunciata già nelle scorse settimane, viene portata avanti dagli avvocati Eugenio Galassi e Diego De Carolis (quest'ultimo ieri presente in conferenza stampa). I ricorrenti hanno impugnato le delibere regionali con le quali si dà di fatto il via libera alla Asl di Teramo per l'avvio della progettazione volta alla costruzione del nuovo ospedale.
L'azienda sanitaria ha individuato nella zona di Piano d'Accio l'area dove realizzare la struttura, incassando ormai da mesi critiche, interrogativi e ora anche un ricorso al Tar, da parte di comitati pro-Mazzini, associazioni, partiti politici, esponenti del mondo istituzionale e culturale.
Il segretario Di Giammartino parla di «proposta irragionevole» e di una scelta, quella di Piano d'Accio, «fatta in modo incomprensibile dalla Asl: non è il direttore generale di un'azienda sanitaria a decidere dove va costruito un ospedale. Ed invece qui è stato così, senza il coinvolgimento dei cittadini e del consiglio comunale chiamato a modificare il Prg». Per i ricorrenti appare inoltre grave l'assenza di studi comparativi volti a valutare altre possibili location per il nuovo ospedale, ma anche l'aspetto economico resta centrale: «La copertura finanziaria per un'opera del genere, da 300milioni di euro, non c'è: meglio sarebbe investire i 122 milioni a disposizione per intervenire sull'attuale ospedale», ha aggiunto Cipolletti.
Alla conferenza stampa hanno aderito diversi sostenitori del comitato pro-Mazzini, che tramite il portavoce Domenico Bucciarelli, hanno ringraziato chi ha promosso il ricorso al Tar condividendone le ragioni, e liberi cittadini sensibili al tema della delocalizzazione. Fra questi anche Christian Francia, dell'associazione Teramo 3.0 e membro del comitato a difesa del Mazzini, che ha incentrato il suo intervento sull'aspetto economico del progetto parlando di operazione «irrealistica» per le risorse necessarie ponendo l'accento sulla competenza del consiglio comunale nell'autorizzare opere simili sul territorio. Competenza che, secondo gli oppositori del progetto, sarebbe stata fin qui ignorata da tutti: Regione, Asl e Comune di Teramo stesso. Altro fronte, che rimanda sempre alla potenziale inadeguatezza della location individuata dalla Asl, lo ha aperto l'ingegnere Domenico Di Baldassarre che ha preso la parola spiegando di aver condotto degli studi archeologici sul sito di Piano d'Accio scoprendo la presenza di resti di due ville romane. Un rilievo che l'ha spinto a produrre un esposto alla Sovrintendenza affinché approfondisca l'eventuale interesse archeologico dell’area.
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