Ospedale, ecco il progetto

Il presidio unico avrà 600 posti, 14 sale operatorie e costerà 220 milioni di euro
TERAMO. Sarà un ospedale enorme, quasi il doppio del vecchio Mazzini. Avrà una superficie di 84mila metri quadri, per 600 posti letto e 14 sale operatorie. Il tutto articolato su quattro piani, più un interrato e un piano terra rialzato. E quattro parcheggi: per i dipendenti (600 posti), per gli esterni (altri 600), per dializzati (80) e per il pronto soccorso (20). Per realizzare tutto questo servirà un’area di almeno 18mila metri quadri.
Numeri, diagrammi, analisi, è tutto racchiuso in un dossier realizzato dal direttore generale Roberto Fagnano e dai suoi collaboratori quel che sarà il nuovo ospedale unico. Che poi tanto unico non è, visto che prevede comunque la sussistenza di quello di Sant’Omero. Una relazione di prefattibilità che Fagnano sta consegnando in questi giorni agli amministratori del territorio.
COME SARÀ. Le specialità del nuovo ospedale per acuti saranno sostanzialmente quelle già esistenti nella Asl, al netto dei vari doppioni. I posti letto sono stati calcolati analizzando le giornate di degenza del 2015 e ipotizzando un tasso di occupazione del 90% (come prevede la legge). Inoltre si è tenuto conto che a breve saranno aperte due Rsa per anziani e pazienti affetti da demenza a Teramo e Giulianova per complessivi 80 posti. Il dossier prevede, in 5 anni di attivita, un recupero di 13 milioni di euro di mobilità passiva.
Nel blocco operatorio generale sono previste 12 sale operatorie per l’attività programmata, più due per le urgenze. Si prevede che i ricoveri per interventi chirurgici saranno 9.667 (contro i 6.417 del 2015 nei tre ospedali che saranno chiusi), più 8.031 in day surgery e ambienti protetti.
IL PERSONALE. Riunendo tre ospedali si prevede anche un recupero di personale. Ad esempio si prevede in totale l’impiego di 401 medici (433 attualmente nei tre ospedali), 629 infermieri (978 attuali), 303 Oss (243 attuali), 70 tecnici (156 attuali). «La restante parte delle unità di personale liberate permetterà di gestire le linee di attività mantenute e sviluppate sui tre vecchi ospedali», si legge nello studio.
I COSTI. Fagnano ha ipotizzato di realizzarlo ricorrendo al project financing. Un partenariato pubblico privato che divide il rischio fra operatore pubblico e privato e velocizza i tempi di realizzazione. In sostanza l’ente appaltante metterebbe 62 milioni, il privato (sotto forma di equity costituito da capitale di rischio e finanziamento soci) 30 milioni 398mila euro, a cui si sommano 108 milioni di finanziamento bancario e 20 milioni 350mila euro di Iva. In totale il nuovo ospedale costerà 220 milioni 748mila euro. A titolo di corrispettivo delle obbligazioni assunte il concessionario privato potrebbe gestire le opere realizzate per la durata della concessione (30 anni) ricevendo il corrispettivo di alcuni servizi che attualmente vengono dati in appalto dalla Asl (come ristorazione, pulizia, manutenzione, vigilanza) per quasi 42 milioni annui.
I RISPARMI. Lo studio di prefattibilità prevede anche dei risparmi. Nei primi 5 anni di attività l’ipotesi è di 115 milioni di “costi cessanti” di gestione (ad esempio meno mobilità passiva, meno personale, pulizie, lavanderia). Però ci sono anche i “costi sorgenti”, cioè un aumento di costi per l’incremento di produzione: 63 milioni (ad esempio per maggior consumo di farmaci, dispositivi medici, ristorazione). Alla fine il risparmio è di 52 millioni, a cui sommare 5 milioni e mezzo di presunti ricavi (soprattutto per mobilità attiva).
I TEMPI. L’ospedale unico non sorgerà in un batter di ciglio. Il dossier prevede 3 mesi per la delibera di pubblico interesse, altri tre per l’indizione della gara, 6 per l’aggiudicazione della concessione e 3 anni e mezzo per la progettazione e realizzazione. In teoria, dunque, se si arrivasse miracolosamente alla delibera di pubblico interesse a giugno 2017, l’ospedale sarà pronto a fine 2021. I tempi, si legge nello studio, sarebbero più lunghi in caso di un’eventuale iniziativa tutta dell’ente pubblico.
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