Ospedale, le forze di sinistra si mobilitano: a settembre una grande manifestazione

Scenderanno in piazza contro il piano regionale anche cittadini dei centri limitrofi Intanto l’accorpamento Chirurgia-Ortopedia consente solo gli interventi urgenti
GIULIANOVA. È in fase organizzativa avanzata una manifestazione delle forze progressiste, della sinistra radicale e dei gruppi ed associazioni d’area a difesa dell’ospedale di Giulianova. La data fissata è per metà settembre e si prevede una grossa mobilitazione. Franco Arboretti, capogruppo del Cittadino Governante, afferma: «Nel luglio del 2019 presentammo un documento in consiglio comunale per portare avanti la richiesta per ottenere e rivendicare per Giulianova un ospedale di primo livello. Quella proposta fu votata da tutti. Poi il sindaco Costantini, nel frattempo richiamato dalla Lega, ha mollato. Oggi il nostro ospedale è la cenerentola della provincia e tra l’altro all’ultimo posto come numero di posti letto disponibili».
Sullo stesso fronte fa sentire la propria voce anche Nos, Nuovi Orizzonti della Sinistra, che commenta: «Intendiamo rimarcare la grande preoccupazione sul piano di riordino della rete ospedaliera che la Regione Abruzzo ha presentato. In particolare l’ospedale di Giulianova è fortemente penalizzato in termini di centralità. Il piano di riordino così formulato colpisce negativamente e ulteriormente la situazione in cui già versa la struttura, relegando Giulianova e il suo bacino d’utenza in un ruolo ancor più marginale e, in modo irreversibile, classificato ospedale di base. Tutte le forze democratiche, comprese le realtà limitrofe di Mosciano, Roseto, Tortoreto e Notaresco, stanno lavorando attorno a un tavolo comune per una grande manifestazione contro il declassamento dell’unico ospedale della costa teramana. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano il sindaco e soprattutto la sua silente maggioranza che avevano sottoscritto una mozione in cui si chiedeva per la città un ospedale di primo livello».
Intanto in ospedale, con i reparti di ortopedia e chirurgia accorpati, si vive ancora in una situazione di precarietà e disagio. Gli interventi effettuati sono solo quelli urgenti e non rinviabili. Per quelli programmati o di elezione la sala operatoria è chiusa. La situazione dovrebbe tornare alla normalità a fine settembre quando saranno concluse le ferie del personale medico e paramedico.
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