Ostello senza permessi La Pro loco toglie l’insegna

18 Agosto 2016

Alba, controlli dei carabinieri e dei vigili urbani nella struttura realizzata nella stazione ferroviaria: c’era una festa, ma nessuno è stato trovato a dormire

ALBA ADRIATICA. Prima i controlli dei carabinieri, poi quelli dei vigili urbani, a caccia di ospiti nell'ostello della stazione ferroviaria, gestito dalla Pro loco storica ma ancora privo delle autorizzazioni. I militari, giunti domenica sera sul posto con tre pattuglie, avrebbero identificato dieci persone presenti nella struttura, membri di una Pro loco di Cuneo, ma non sono stati presi provvedimenti sul conto della Pro loco albense. Dall’associazione esce comunque un racconto dei fatti diverso da quello che circolava nei giorni scorsi in città: dieci ospiti nel momento dei controlli partecipavano ad una sorta di festa sulla terrazza dell'ostello e quindi non dormivano nelle stanze della struttura. Un particolare importante, se confermato: l'appartamento è per ora parte integrante della sede che la Pro loco ha ottenuto in gestione dalle Ferrovie dello Stato, dove l'associazione può fare quasi tutto, tranne appunto offrire agli ospiti un servizio commerciale da ostello vero e proprio, almeno fino all'arrivo di tutte le autorizzazioni. Martedì, ad ogni modo, sul posto sono arrivati anche i vigili urbani, che hanno scattato foto alla struttura, senza trovare alcun occupante. Ancora nessuna notizia, quindi, di conseguenze immediate per la Pro loco del presidente Renato Pantoli.

La vicenda rischia però di gettare benzina sul fuoco delle polemiche fortissime nate intorno all'ostello. All'inaugurazione di venerdì scorso, infatti, l'amministrazione comunale ha deciso di non presentarsi, chiarendo le motivazioni dell'assenza in una lettera a firma del sindaco Tonia Piccioni e del vice sindaco Massimo Tonelli: «La struttura non ha autorizzazioni né di natura edilizia né commerciale». Duro in quell'occasione il commento di Pantoli, espresso davanti ai tanti partecipanti all'inaugurazione prima di chiudersi in silenzio stampa: «Assenza e lettera sono molto gravi: quella che abbiamo festeggiato è la fine di lavori di recupero di un edificio storico in una zona altamente degradata, attraverso l'opera di volontari. È un'iniziativa sociale, non commerciale. Per precisare sulle autorizzazioni: stiamo ancora seguendo il normale iter burocratico e l'ostello non aprirà domani, ma solo quando ci sarà tutto il necessario».Come annunciato in quell'occasione, inoltre, dopo l'inaugurazione sono scomparse insegne e cartelli dell'ostello, proprio per evitare equivoci prima dell'apertura vera e propria della struttura. In attesa degli ulteriori sviluppi della vicenda , quindi, la domanda a cui cercare risposta è tutta qui: davvero la Pro loco, nonostante i riflettori puntati, ha deciso di commettere la leggerezza di aprire abusivamente l'ostello?

Luca Tomassoni

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