Padre e figlio si diplomano insieme

13 Luglio 2014

Da privatisti hanno preso la maturità in elettrotecnica e automazione dopo che il ragazzo aveva abbandonato gli studi

TERAMO. «Si può fare tutto a qualsiasi età». È questo il motto di un imprenditore, Maurizio Nepi, che che a 52 anni si è diplo­ mato in elettrotecnica ed automazione con il figlio diciannovenne Mizio. Padre e figlio hanno affrontato la maturità insieme, dopo aver seguito un intero anno di scuola nella stessa classe, iscritti al corso serale dell'istituto tecnico “Alessandrini Marino Forti” di Teramo. Mizio Nepi, reduce da una bocciatura nel 2012, quando frequentava il terzo anno, racconta: «Avevo abbandonato la scuola, non avevo più voglia, ma mi ha convinto mio padre e abbiamo intrapreso questa strada insieme. Non è stato semplice, la mattina a lavoro e la sera dalle cinque a scuola. Abbiamo dovuto rinunciare ad alcuni lavori per via degli orari. È stata dura, ma alla fine ce l’abbiamo fatta».

In realtà per Mizio si tratta del secondo diploma, dopo il primo conseguito all’Istituto tecnico industriale “Il Nazareno” nel 2013 a Teramo, quando ha recuperato insieme il terzo, quarto e quinto anno. «Ci eravamo iscritti insieme al corso serale, ma per via di un disguido non è stato possibile seguire con mio padre. Poi quest’anno ho deciso di prendere il secondo diploma in elettrotecnica e automazioni», spiega il ragazzo, «mi sono tolto uno sfizio, ma l’ho fatto anche per avere la possibilità di lavorare in autonomia e certificare impianti di diverso tipo». Mizio, che ha iniziato i 18 mesi di praticantato per ottenere l’attestato con il quale potrà esercitare la professione, scherza quando dice che è riuscito a prendere un punteggio più alto del padre. «Lui si è diplomato con 73, io con 70. Mi ha battuto!», dice Maurizio Nepi, con il sorriso sulle labbra, «non ho avuto la possibilità di diplomarmi da giovane, le necessità erano altre a quei tempi». Due anni fa, dopo la bocciatura di Mizio, che voleva smettere di studiare, Maurizio ha deciso di imbarcarsi in una nuova avventura. «Ho saputo che c’era questo corso serale e gli ho detto: “Sei fresco di studi, prova, altrimenti vieni comunque a lavorare con me”», racconta l’imprenditore. «Dopo l’iscrizione di Mizio, mi sono preoccupato che il corso non partisse per la mancanza di un numero sufficiente di persone, così per sicurezza ho preferito iscrivermi anch’io, senza pensare che avrei seguito le lezioni per davvero». Quello che è iniziato come un modo per assicurarsi che il figlio potesse continuare gli studi, si trasforma ben presto in una sfida seria per Maurizio: «Ci iscriviamo e paghiamo la retta. A pochi giorni dall’inizio degli esami scopro di essere stato preso mentre mio figlio no. A quel punto mi sono detto: ci provo lo stesso. Ho portato da solo le materie per il primo, secondo e terzo anno, passando l’esame. L’anno scorso ho frequentato il quarto anno. E quest’anno ci siamo diplomati assieme».

Chiara Di Giovannantonio

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