«Pago la tassa sull’arenile inghiottito dal mare»

25 Ottobre 2017

Cologna, il titolare del camping “Stella Maris” ha ricevuto dal Comune per la Tari un conto aggiuntivo di mille euro. Frattari: chieda la misurazione della spiaggia

ROSETO. Dopo l’erosione della spiaggia anche l’aumento della tassa sui rifiuti. Non c’è pace per Domenico Pedicone, titolare del camping “Stella Maris” a Cologna spiaggia, che ha ricevuto dal Comune di Roseto una notifica per il pagamento aggiuntivo della Tari di oltre mille euro a fronte dei 1.450 metri di concessione demaniale (sulla carta) che dovrebbe avere. Dovrebbe, perché Pedicone in realtà tutti questi metri non ce l’ha.
Il balneatore colognese, come tanti altri che avevano un tratto fronte mare di 30 metri (i cosiddetti “trentisti”), nell’ultimo piano spiaggia ha usufruito della possibilità di passare a 50 metri con il conseguente, e giusto, aumento della tassa sui rifiuti. «Con l’aumento del tratto di spiaggia nella mia concessione è giusto che io pagassi di più», spiega Pedicone, «c’è però un problema: la superficie demaniale, che dovrebbe essere di 1450 metri, con la forte erosione si è ridotta ad appena 300 metri. Questa estate sono stato costretto a togliere due file di ombrelloni con ripercussioni sulla clientela. Vorrei pagare ma per ciò che possiedo concretamente». La passata stagione è stata nefasta per Pedicone: prima una fila, poi una seconda, e ora le correnti marine hanno determinato un’ulteriore restringimento della spiaggia. L’erosione è un problema serio che interessa tutta la costa colognese, da nord a sud, ma i danni maggiori ovviamente si registrano a nord, dove c’è il tratto meno profondo della spiaggia dei camping “Stella Maris” e “Nino”.
Entrambi i titolari si battono da mesi affinché la Regione possa rimuovere lo scoglio perpendicolare che, a detta dei due campeggiatori, avrebbe ulteriormente aggravato l’erosione. Il ripascimento effettuato lo scorso anno, alla luce di ciò, risulta inutile. Questo inverno, poi, le mareggiate aumenteranno e la spiaggia rischierebbe addirittura di sparire completamente. In alcuni tratti l’acqua potrebbe inondare anche alcune strutture a ridosso della battigia. «Ribadisco la mia richiesta di eliminare quel pennello perpendicolare», precisa Pedicone, «che, anziché risolvere il problema, l’ha aggravato. Ma non c’è solo lo scoglio ad aggravare la situazione: purtroppo alla foce del fiume Tordino si è creato un braccio naturale che ha modificato le correnti».
Per ciò che riguarda l’aumento della Tari, Pedicone avrebbe la possibilità di chiedere una nuova misurazione della sua spiaggia. «Alla luce di questi eventi», afferma l’assessore al bilancio Antonio Frattari, «potrebbe richiedere la nuova misurazione e, se dovesse essere accertata, si provvederà alla riduzione della Tari».
Luca Venanzi
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