Palazzo Gavioli, il pm chiede 3 condanne

8 Marzo 2018

Prescritto l’abuso edilizio, restano in piedi le accuse di abuso d’ufficio e falso ideologico per costruttore e dirigenti comunali

GIULIANOVA. Il presunto abuso edilizio del palazzo Gavioli cade sotto la scure della prescrizione dopo otto anni dal parziale sequestro della palazzina e quattro dall’inizio del processo.
La sintesi giudiziaria di una vicenda che per mesi ha occupato le cronache giuliesi per ora è nella requisitoria del pm Silvia Scamurra che ieri ha chiesto condanne per tre degli otto imputati ipotizzando a loro carico abuso d’ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e la confisca dell’immobile, mentre ha chiesto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione proprio per i due capi d’imputazione che riguardavano i presunti abusi edilizi. Davanti al collegio presieduto da Sergio Umbriano (a latere Lorenzo Prudenzano e Carla Fazzini) il pm ha chiesto una condanna a tre anni e sei mesi per il costruttore Dino Gavioli, nella sua veste di amministratore della Gavioli Arte e Restauri Srl, società titolare del permesso di costruire nonché committente ed esecutrice dei lavori; a tre anni e sei mesi per Roberto Olivieri, all’epoca dei fatti dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova e responsabile del procedimento amministrativo; a due anni e sei mesi per Flaviano Core, funzionario del Comune.
Secondo l’accusa della Procura Core e Olivieri avrebbero rilasciato un permesso di costruire in variante alla società Gavioli, dandole la possibilità di realizzare opere in palese contrasto con il Prg.
Il pm ha chiesto il non doversi procedere per abuso edilizio in seguito all’intervenuta prescrizione per Dino e Nino Gavioli, quali amministratori in periodi successivi della Gavioli Arte e Restauri Srl; per il costruttore di Giulianova Valter Di Domenico, legale rappresentante della ditta che ha eseguito le opere in cemento armato; Severino Di Donato, all’epoca dei fatti istruttore tecnico nell’ambito del procedimento amministrativo e Olivieri. Lo stesso pm ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto per Luciano Lenzi e Maurizio Nori, entrambi di Montorio, sostenendo che nessuno dei due abbia mai rivestito il ruolo di direttore dei lavori. La palazzina situata di fianco al Kursaal venne sequestrata, in parte, nel gennaio del 2010 in seguito ad un esposto presentato dai residenti del condominio confinante. Secondo l'accusa l'edificio è stato realizzato in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico in assenza di permesso di costruire, dato che i lavori sarebbero cominciati dopo la scadenza annuale del termine per l’avvio degli interventi. Inoltre gli inquirenti contestavano la nullità del titolo edilizio perché rilasciato sulla base di un progetto non conforme alle prescrizioni di legge e alle norme del Prg, che regolano le distanze tra edifici e dal fronte strada. Sia il Comune sia la Giulianova Patrimonio si sono costituite parte civile. Si torna in aula il 4 aprile per le arringhe dei difensori e per la sentenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA