Palazzo Gavioli, scontro infinito: nuove accuse Comune-Arboretti

30 Giugno 2022

GIULIANOVA. Il palazzo Gavioli continua ad essere al centro del dibattito politico. Infatti, l’amministrazione comunale, attraverso una lunga ed articolata nota, contesta punto per punto le...

GIULIANOVA. Il palazzo Gavioli continua ad essere al centro del dibattito politico. Infatti, l’amministrazione comunale, attraverso una lunga ed articolata nota, contesta punto per punto le argomentazioni sul tema proposte dal Cittadino Governante.
Attraverso una dettagliata ricostruzione, l’amministrazione comunale ribatte punto per punto alle accuse e sulla questione dell’edificabilità dell’area, su cui insiste il fabbricato, fa riferimento al periodo in cui Franco Arboretti, oggi consigliere del Cittadino Governante, era sindaco. «Nel 1994 quando era sindaco avrebbe potuto acquistarla o vincolarla ed invece la rese edificabile» si legge nella nota. Viene spiegato che il piano regolatore del 1970 «prevedeva come destinazione verde privato e sarebbe potuta rimanere a vita in quello status».
In merito al primo permesso di costruire rilasciato dal Comune nel 2008, viene fatto notare che lo stesso potè essere accordato «secondo il piano del 1994 targato Arboretti, rimasto in vigore fino al 10 marzo 2013. Il grezzo che si vede oggi è stato approvato applicando le norme del Prg di Arboretti. Le nuove norme sono entrate in vigore solo 5 anni dopo. Il Cittadino Governante asserisce di aver fatto presente in consiglio comunale, prima che si iniziasse a costruire, che quel progetto era stato rilasciato in violazione delle norme sulle distanze e sull’allineamento degli edifici. Questo è falso perchè il piano prevedeva ciò che fu approvato e che la Corte di appello di Perugia ha riabilitato. Il processo si è concluso con l’assoluzione degli imputati». Anche sulle distanze l’amministrazione comunale contesta le affermazioni del Cittadino Governante sostenendo che il Prg del 1994 consentiva una distanza di 6 metri e che la variante elevò a un minimo di 10 metri. «Sugli allineamenti degli edifici le norme vigenti sono così da 50 anni. Basta andare a consultare i verbali della Commissione Edilizia dell’ultimo mezzo secolo per verificare l’assunto» si legge. La nota conclude affermando che «l’urbanistica è materia complessa che va trattata e spiegata da chi ha fatto studi mirati sull’argomento, non da chi nella vita si è sempre occupato di altro. Nel 1994 l’area andava lasciata a verde e le aule dei tribunali sarebbero rimaste vuote. Avrebbe potuto farlo (e non l’ha fatto) proprio chi, negli anni successivi, avrebbe preteso dalle amministrazioni in carica iniziative titaniche come l’acquisto del cineteatro Ariston o del cinema Moderno. Se si fosse agito nel 1994 le aule dei tribunali sarebbero rimaste vuote, molte persone non avrebbero sofferto e forse, oggi, Giulianova avrebbe avuto, oltre all’orgoglio di possedere un palazzo storico e una terrazza, anche la soddisfazione di accogliere cittadini e turisti nel giardino del Kursaal».
Una vicenda, quella di palazzo Gavioli, che sembra destinata a sollevare nuove prese di posizioni nel dibattito politico cittadino.(al.al.)
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