Palme malate, sulla costa nord una moria

Il punteruolo rosso non molla. Alba abbatte e sostituisce gli alberi, Tortoreto insiste con il trattamento
ALBA ADRIATICA. Il punteruolo rosso è tornato. O meglio, non se n'è mai andato: ancora una situazione di emergenza ad Alba Adriatica e a Tortoreto, dove decine di palme rischiano l'abbattimento. Ma le ricette per risolvere il problema delle due località contigue sono diametralmente opposte, almeno per ora.
Nella cittadina albense, dove sembrano essere una cinquantina gli alberi secchi o quasi, l'amministrazione comunale conferma l'abbandono dei trattamenti anti punteruolo provati negli anni passati per arginare l'avanzata del terribile parassita che mangia le palme, visto l'enorme dispendio di risorse economiche a fronte degli scarsissimi risultati. Si continua quindi con la linea adottata nel 2016 tra le polemiche, soprattutto nella zona nord della rotonda Nilo, quella che punta all'introduzione di alberi autoctoni al posto delle palme abbattute: in Comune si sta preparando la nuova tranche di piantumazioni, da completare entro la prossima stagione estiva con l'aiuto degli agronomi che collaborano con l'ente.
Tortoreto, invece, per ora prosegue per la strada del trattamento delle palme pubbliche esistenti. L'ente commissariato ha inviato già nei giorni scorsi gli operai della ditta specializzata nel trattamento antiparassitario, con la speranza di frenare lo sviluppo e la riproduzione del coleottero, ma anche di salvare le palme già colpite. Un trattamento che qualche risultato lo ha portato in passato, ma che non riesce a debellare il punteruolo da un lungomare disseminato di tronchi tagliati. In città, quindi, comincia a farsi strada l'idea di cambiare radicalmente in futuro il paesaggio del lungomare con la piantumazione di altre specie arboree. Una questione che entrerà nei programmi elettorali delle liste che si presenteranno alle comunali della primavera prossima.
Luca Tomassoni
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