Papà morto, per i figli è stato aggredito

Deceduto l’anziano trovato in casa a febbraio con una ferita alla testa. L’accusa: «Vittima di una rapina, sono spariti i soldi»
ALBA ADRIATICA. Le parole si muovono tra dolore e rabbia. Il dolore per la morte di un papà deceduto dopo due mesi di agonia, la rabbia per una vicenda ancora tutta da chiarire. Perché i familiari di Antonio Celli, 84enne pensionato di Alba, sono sicuri che il loro congiunto sia rimasta vittima di una brutale aggressione a scopo di rapina avvenuta in casa il 9 febbraio scorso. E per questo si sono rivolti all’autorità giudiziaria per chiedere chiarezza.
Nell’esposto presentato in Procura, a rappresentarli l’avvocato Antonio Di Gaspare, i figli denunciano il fatto che dalla camera del loro papà siano spariti i soldi, circa cinquemila euro, e che soprattutto la stanza sia stata trovata a soqquadro con cassetti aperti, letto spostato, calorifero a terra. Secondo i familiari, dunque, nessun malore: l’anziano sarebbe stato aggredito e malmenato in casa da qualcuno che gli avrebbe procurato la profonda ferita alla testa. «Mio padre sicuramente non è caduto da solo», dice il figlio Pietro, «era in perfette condizioni di salute, viveva da solo in un appartamento che si trova nello stesso stabile in cui vive mio fratello e io abito a poca distanza. Quello che abbiamo visto nella sua camera da letto ci fa credere che sia stato aggredito da qualcuno che è entrato per una rapina. Da un cassetto mancavano i soldi che lui teneva in casa, il letto era spostato, un calorifero a terra così come le gabbie dei suoi amati uccellini. C’erano tracce di sangue ovunque e non solo nel punto della caduta. In ospedale abbiamo scoperto che aveva lesioni e ferite in altre parti del corpo sicuramente non compatibili con una normale caduta».
Il 9 febbraio scorso, così come faceva tutti i giorni, l’anziano era rientrato in casa dopo aver portato fuori il suo inseparabile cagnolino. «Mio papà era molto metodico», continua il figlio, «ogni giorno prima di pranzo portava il cane a spasso e poi rientrava a casa. Chissà se quel giorno quando è rientrato ha sentito dei rumori provenire dalla camera da letto e quindi è entrato per capire cosa stesse succedendo? Forse ha sorpreso qualcuno ed è stato aggredito. A quell’ora mio fratello che abita al piano superiore era fuori per lavoro e la vicina del piano sottostante non c’era e quindi nessuno ha potuto sentire rumori provenire da casa. Niente e nessuno ci riporterà papà in vita, ma è giusto che su questa vicenda venga fatta chiarezza perché sicuramente lui non è caduto per un malore».
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