Parolisi in tv, i parenti di Melania «Toglietegli i permessi premio»

7 Luglio 2023

Il fratello della vittima: «Ho provato rabbia, un assassino del genere non può uscire dopo 12 anni» L’avvocato Gionni: «Continua a mentire, segnalerò al magistrato di sorveglianza di rivalutare il caso»

TERAMO. Bufera era annunciata, bufera è stata. L’intervista che Salvatore Parolisi ha concesso a “Chi l’ha visto?” durante uno dei permessi premio giornalieri di cui può fruire, uscendo per 12 ore dal carcere milanese di Bollate, ha scatenato un’ulteriore reazione della famiglia Rea, che già il giorno prima della puntata di mercoledì, sul Centro, aveva commentato con rabbia e amarezza lo scoop della trasmissione di Rai3. Dal fratello di Melania sono arrivate parole dure, alle quali si è aggiunto l’annuncio, da parte dell’avvocato della famiglia Rea, di un’istanza al tribunale di sorveglianza di Milano perché rivaluti la concessione di permessi premio al detenuto.
IL FRATELLO DI MELANIA
In tv il 45enne ex caporale maggiore di Somma Vesuviana, condannato a vent’anni per l’omicidio con 35 coltellate della moglie Melania, avvenuto nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella del Tronto il 18 aprile del 2011, ha detto in sintesi: «L’ho tradita ma non l’ho uccisa, io l’amavo ma lei non c’era quasi mai. Quando è rimasta incinta è finito tutto, le davo 500 euro al mese per le spese». Michele Rea ieri ha commentato: «Ho sentito cosa ha detto Parolisi, mi vergogno di essere uomo. Dice talmente tante inesattezze... Dice che l'amava ma non è vero. Non è stato nemmeno presente quando è nata la figlia. Poi tre gradi di giudizio hanno detto che è il colpevole dell'omicidio di Melania. Ci sono prove certe. Ho provato rabbia, sebbene il personaggio non mi faccia ormai più né caldo né freddo. Io voglio solo giustizia, farò di tutto per averla. Non mi sembra il caso che dopo 12 anni un assassino del genere possa uscire, rifarsi una vita e avere contatti con la società. 12 anni: la vita di una persona, di una mamma, di una ragazza uccisa in quel modo vale così poco? Tanto si è fatto in questi anni per il femminicidio, ma tanto si deve ancora fare. Se il processo si fosse fatto oggi, Parolisi sarebbe stato condannato all'ergastolo. Spero si faccia qualcosa, che questi permessi, dopo quanto accaduto ieri, vengano revocati».
L’AVVOCATO GIONNI
«Nonostante abbia fatto 12 anni di carcere Salvatore Parolisi continua a mentire come aveva fatto prima di essere arrestato». A dirlo è l'avvocato di Ascoli Mauro Gionni, legale della famiglia di Melania Rea. «Non è vero che dava a Melania 500 euro, le dava il necessario per fare la spesa e basta. Raccapricciante, oltretutto, che tutti i suoi doveri coniugali fossero adempiuti con la falsa affermazione che le dava 500 euro. Trovo singolare che lui, essendo un detenuto in permesso premio, possa rilasciare interviste», ha sottolineato Gionni, che poi ha riferito di voler segnalare l'episodio al magistrato di sorveglianza. «Temo che agli assistenti che stanno esaminando il suo percorso sia sfuggito che quello di Parolisi non sia giunto al punto tale da meritare permessi premio, visto che continua a mentire. Dovrebbe almeno avere il buongusto, non dico di riconoscere la propria responsabilità, non lo ha mai fatto, ma di evitare di aggiungerci sciocchezze come aveva già fatto».
IL MAGISTRATO
Giovanna Di Rosa, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano che ha concesso il permesso premio a Salvatore Parolisi, si riserva di valutare la vicenda. Il magistrato ha dichiarato: «L’intervista non credo sia stata concepita nel provvedimento di concessione del permesso premio ma questo, di per sé, non può portare a far rivivere una valutazione del giudice di Sorveglianza. In presenza di un’istanza della famiglia sui contenuti, valuteremo se il diritto di manifestare il pensiero del detenuto si concili con il programma trattamentale previsto. Comunque una rivalutazione d’ufficio può sempre esserci».
©RIPRODUZIONE RISERVATA