Parte la caccia agli inquinatori dei fiumi

4 Marzo 2016

Piano di controlli della polizia provinciale. Il comandante Di Vincenzo: «I fatti più gravi avvengono nell’area vibratiana»

TERAMO. Rifiuti chimici e tossici sversati nei fiumi, discariche abusive sui lungofiumi, autolavaggi che scaricano direttamente nei tombini, aziende, per lo più straniere e concentrate in Val Vibrata, che non rispettano la normativa ambientale.Sono questi i reati su cui si è concentrato un anno di attività della polizia provinciale. Il bilancio parla di 137 controlli ambientali eseguiti, 38 sanzioni elevate, 34 autolavaggi controllati e 19 irregolarità riscontrate. Anche se in quest'ultimo caso, secondo il comando di polizia provinciale, ci si trova di fronte a piccole aziende che davvero ignorano la legislazione e compiono irregolarità in buona fede. «Manca una corretta informazione», spiega il comandante Fabio Di Vincenzo, «anche da parte delle istituzioni che rilasciano le autorizzazioni».

Intanto per il 2016 si rafforzano i controlli sui corsi d'acqua della provincia, specie sul torrente Vibrata, che verranno condotti con le guardie ecologiche volontarie. Un rafforzamento frutto del fenomeno dilagante degli scarichi illeciti che si moltiplicano e legati, a giudizio del comandante Di Vincenzo, alla presenza delle cosiddette «aziende mordi e fuggi». Si tratta di attività guidate da gruppi di asiatici, spesso con lavoratori che hanno residenze in altri comuni, che riescono a sfuggire alle indagini anche per via della consuetudine di aprire e chiudere le aziende nel giro di pochi mesi per trasferirsi altrove e che in barba alle normative sversano rifiuti industriali lungo i corsi d’acqua. È per questo che i controlli sui fiumi sono le priorità della Provincia che utilizzerà la polizia provinciale e 25 guardie volontarie (Gev) per controllare le aste fluviali a partire dal Vibrata, ma con un cronoprogramma che investirà tutto il territorio. A coadiuvare gli agenti saranno 25 volontari, muniti di tesserino conseguito da un corso di abilitazione regionale. Negli ultimi mesi le Gev hanno percorso 8522 chilometri per conto della Provincia, per compiere una serie di attività collegate al controllo del territorio.

Le Gev si sono occupate di tutela del paesaggio e dei beni archeologici rilevando, in quest'ultimo caso, diversi tentativi di sottrazione di beni archeologici in aree sottoposte a vincolo. «Si tratta per lo più di aree archeologiche o di zone adiacenti alle chiese rupestri», spiega il comandante, «dove sono state segnalate presenze di soggetti muniti di metal detector, segnalati poi ai comandi di polizia municipale dei Comuni interessati». «Il contributo dei volontari è indispensabile», aggiunge Massimo Vagnoni, consigliere delegato all'ambiente, «per questo abbiamo chiesto alla Regione altri fondi per far partire un nuovo corso di formazione». In questo momento, ha sottolineato Di Vincenzo, sono in corso almeno tre indagini per sversamenti nel Tordino ma, ha spiegato, i «fatti delittuosi più ricorrenti a danno dei fiumi si registrano nell'area vibratiana». Quindi, a partire dalla prossima settimana, partirà una serie di controlli per l'individuazione di scarichi inquinanti iniziando dal Vibrata: controlli sulle attività produttive, sugli impianti di depurazione, sulle procedure di stoccaggio dei rifiuti e mirati sulla filiera di gestione dei rifiuti. E a supporto di questi controlli arriveranno in dotazione anche nuove fototrappole e un drone.

Marianna De Troia

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