Partono i lavori del nuovo molo D’Alfonso: «Rilanciamo il porto»

22 Maggio 2016

Governatore e sindaco alla posa della prima pietra del cosiddetto braccio convergente Sarà lungo 450 metri e profondo 15. Vasanella: «Così evitiamo anche l’insabbiamento del fondale»

GIULIANOVA. La prima pietra del nuovo molo, il cosiddetto braccio convergente, stata posta. Il nastro inaugurale per il via ai lavori, che dovrebbero partire effettivamente da qui a un paio di settimane, è stato tagliato ieri mattina dal presi dente della Regione Luciano D’Alfonso, affiancato dall’assessore alla pesca Dino Pepe, dal sindaco Francesco Mastromauro, dal presidente dell’Ente porto Paolo Vasanella e dalla comandante dell’ufficio marittimo Clarissa Torturo. I soldi per il molo convergente – 4,3 milioni di euro di fondi Par-Fas – sono stati «ottenuti grazie all’impegno di Giandonato Morra, ex assessore regionale» come ha tenuto a ricordare Vasanella. «Quest’opera», ha commentato D’Alfonso, «fa il paio con quelle dei porti di Pescara, Ortona e Vasto. Si tratta di un sistema di lavori incentrati sulle economie marittime. Dobbiamo essere pronti per affrontare le sfide europee».

D’Alfonso ha ricordato anche che, grazie al Masterplan da 1 miliardo e mezzo di euro, saranno affrontate nuove iniziative che favoriranno la messa in opera di strutture in tutti i porti d’Abruzzo. Sottolineando come, quello di ieri, sia stato un «grande giorno per Giulianova, dove a breve sarà riattivata anche la fermata estiva del Frecciabianca», D’Alfonso ha anche ringraziato un «sindaco particolarmente ridente, perché soddisfatto di aver vinto una scommessa».

Mastromauro dal canto suo, ha annunciato che in programma c’è un progetto di rilancio del porto, che prevede anche lo spostamento del mercato ittico all’interno del porto stesso, nell’area del molo nord. La base operativa del nuovo braccio, dunque, è stata posta e, in 7-8 mesi, i lavori potrebbero essere ultimati dalla ditta Schiavo di Napoli, vincitrice dell’appalto. Il nuovo molo, partendo da quello già esistente a nord, sarà lungo 450 metri e profondo 15. «Così», ha spiegato Vasanella, «le imbarcazioni potranno entrare e uscire in maggiore sicurezza dal porto e verrà limitato fortemente il fenomeno dell’insabbiamento». Altri fondi saranno necessari per terminare l’opera (circa 1 milione di euro) che però D’Alfonso si è impegnato a reperire. Tagliato il nastro, di cui il governatore ha conservato un pezzetto, i rappresentati politici si sono trasferiti nella sede dell’Ente porto, dove D’Alfonso ha chiesto se nel porto di Giulianova ci siano strutture o progetti inerenti a collegamenti con la Croazia. Vasanella ha risposto in maniera affermativa, facendo presente la passerella da cui partì l’idrovolante anni fa. Mastromauro, invece, si è detto «scettico», ricordando appunto l’«esperienza non proprio felice» dell’unico viaggio dell’idrovolante, con tanto di soldi pubblici buttati al vento. D’Alfonso, però, non si è perso d’animo, ma anzi ha parlato di tedeschi pronti ad investire sulla nostra costa in tal senso. Mastromauro, inoltre, ha anche punzecchiato il governatore, ricordando che la premialità promessa per la fine in tempi utili dei lavori della pista ciclabile non è ancora stata erogata a Giulianova.

Margherita Totaro

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