Pasticceria vince battaglia al Tar: stalli irregolari davanti al locale

Accolto il ricorso del Vanilla contro l’istituzione di spazi per carico e scarico merci a ridosso dei tavolini Ordinanza annullata per difetto di motivazione: i posti si potevano collocare sull’altro lato della strada
TERAMO . «Quegli stalli vanno cancellati». È il Tar a sancire la cancellazione dei posti per carico e scarico merci allestiti dal Comune in via Savini, davanti alla pasticceria Vanilla. Con la sentenza emessa dal collegio presieduto da Umberto Realfonzo, il tribunale amministrativo dell’Aquila annulla l’ordinanza dell’ente che, nell’ambito del piano di riassetto della sosta in centro, ha istituito gli stalli riservati ad autotrasportatori e corrieri proprio a ridosso dei tavolini sotto il porticato da cui si accede al locale.
Si è chiusa così, salvo ulteriori ricorsi, la battaglia legale avviata a gennaio dal proprietario della pasticceria Davide Calvarese che, tramite l’avvocato Giannicola Scarciolla, ha impugnato il provvedimento dell’ente. «Nel caso di specie, non risulta esplicitato il motivo per il quale l’ordinanza in questione abbia disposto la zona di carico e scarico merci sul lato di via Savini contraddistinto dai numeri dispari – dall’1 al al 5, ove si trova il Vanilla – anziché più logicamente sul lato opposto della stessa sede viaria», spiegano i giudici amministrativi, «e in cui risultavano già presenti gli stalli deputati al carico e scarico delle merci fino all’adozione dell’ordinanza impugnata». Il collegio fa notare, inoltre, che «dalle foto depositate in giudizio, si nota che accanto al locale Vanilla, a ridosso degli stalli, insiste un incrocio e lo stazionamento di mezzi ingombranti davanti al locale della ricorrente potrebbe limitare la visibilità agli autoveicoli che si immettono su via Savini. Inconveniente non riscontrabile, invece, se gli stalli dovessero essere collocati sul lato opposto della stessa via». Nella sentenza viene evidenziato anche un motivo di diritto. «In definitiva, certamente il Comune ha il potere di individuare discrezionalmente il luogo in cui posizionare gli stalli adibiti al carico e scarico ma, al fine di evitare che la discrezionalità trasmodi in arbitrio, è necessario che tale scelta sia motivata anche in relazione agli interessi legittimi dei privati», sottolineano i giudici, che dunque accolgono il ricorso per difetto di motivazione dell’ordinanza impugnata». Il Comune, che tra l’altro non si è costituito in giudizio, per cui potrebbe anche decidere di non appellarsi al consiglio di Stato, viene anche condannato al pagamento delle spese legali, calcolate in 1.500 euro. Il Tar, in sostanza, ha accolto le tesi che hanno accompagnato il ricorso del proprietario della pasticceria e del suo legale secondo le quali l’istituzione dei posti per carico e scarico merci davanti all’ingresso del locale, cui in precedenza era stata negata l’autorizzazione a installare un dehors nello stesso punto, è stata del tutto arbitraria e priva di una reale esigenza pubblica.
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