Patteggia 6 mesi per la morte della madre

10 Ottobre 2020

L’anziana teramana fu uccisa da un’embolia perché la figlia sbagliò la flebo mentre l’assisteva all’ospedale di Giulianova

TERAMO. Un tragico e fatale errore per cui ha chiesto e ottenuto il patteggiamento di una pena di sei mesi per omicidio colposo. Si chiude così, almeno dal punto di vista giudiziario, il caso della 40enne teramana figlia dell’anziana deceduta nel marzo del 2019 all’ospedale di Giulianova per una embolia gassosa causata dall’ossigeno arrivato in vena dopo che la stessa figlia che l’assisteva per uno sbaglio aveva inserito la cannula nel catetere della flebo.
La donna, difesa dall’avvocato Rossella Licursi, ha patteggiato sei mesi davanti al giudice monocratico Morena Susi. Parte fondamentale del fascicolo del pm Andrea De Feis è stata la corposa consulenza medica depositata dopo l’autopsia che ha confermato come la causa del decesso sia stata una embolia gassosa massiva multiorgano.
Una embolia provocata dall’ossigeno arrivato in vena dopo che la figlia che l’assisteva aveva inserito per sbaglio la cannula del catetere della flebo. Una quantità devastante: 12 litri al minuto. Nel fascicolo è entrata anche tutta la documentazione medica fatta acquisire all’epoca nel reparto di medicina dove la donna di 77 anni era ricoverata per un problema riguardante lo stato di alcune ferite sulle gambe. Successivamente era caduta, sempre durante il ricovero in ospedale, e si era fratturata il femore. Ad assisterla in tutto il periodo di degenza c’era sempre stata la figlia. Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dai carabinieri su delega della Procura, anche con le testimonianze raccolte tra il personale del reparto in servizio durante quella notte, l’anziana spesso era agitata e in alcune precedenti occasioni, proprio in considerazione di questo stato, si sarebbe staccata flebo e maschera dell’ossigeno. Molto probabilmente potrebbe essere successo anche la notte della tragedia. E in questo contesto la figlia, che l’assisteva da giorni, aveva erroneamente preso la cannula dell’ossigeno e inserita nel catetere venoso periferico.
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